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A tu per tu con i Sxrrxwland: la reunion dopo il silenzio e l’uscita di “Anima Macchina” [INTERVISTA]

Intervista a cura di Ruggero Gambino

Era l’1 1 novembre 2019 quando, a sorpresa, Vipra, Osore e Tremila annunciavano l’interruzione del progetto Sxrrxwland. Un fulmine a ciel sereno per la piccola fan base che si era tanto affezionata agli autori di “Buone Maniere per Giovani Predatori”. Il tutto ufficializzato nelle successive settimane dall’uscita di un ultimo EP, “OSSO”, e due concerti “funerari” a Milano e Roma. Di lì in poi, ad eccezione di qualche ulteriore sporadica celebrazione, il silenzio. Eppure, quello stesso post d’addio, senza fare troppe promesse, lasciava comunque qualche flebile speranza di un eventuale futuro ritorno. “Sorrowland si ferma qui. Per sempre, o per il momento, chi lo sa”, ma soprattutto in chiusura: “per chi vuole sapere come andrà a finire, ci vediamo dall’altra parte”.

Quasi cinque anni dopo, siamo finalmente arrivati dall’altra parte. Lo scorso aprile, il trio ha svelato di essere pronto a tornare ad esibirsi dal vivo per una data evento al MI AMI di quest’anno. Il mese successivo, infine, è arrivato l’annuncio più atteso di tutti: il loro primo album ufficiale, “Anima Macchina”, sarebbe uscito il successivo 31 maggio, ovvero quest’oggi. Dopo aver ascoltato e divorato il disco in anteprima, abbiamo avuto il piacere d’intervistarli per chiedergli qualche curiosità al riguardo prima dell’effettiva release.

Bentornati ragazzi e benvenuti su Primo Ascolto. Direi di partire ovviamente dalla “resurrezione” del progetto, dopo tutti questi anni di silenzio: come vi siete ritrovati?

Vipra: In realtà non c’è stato mai un reale allontanamento visto che tra di noi abbiamo continuato a collaborare. Ad esempio, Osore ha curato un’intera produzione e ha mixato tutto il mio primo disco da solista (“Simpatico, solare e in cerca di amicizie”, ndr) assieme a Mr. Monkey. Tremila, invece, ha realizzato le grafiche per il merchandise. Molti hanno frainteso, dandoci per sciolti, ma avevamo semplicemente messo il progetto in pausa, in attesa che volessimo fare qualcosa di nuovo insieme.

Tremila: Tant’è che il famoso post di messa in stand-by di Sxrrxwland, finiva con “ci vediamo dall’altra parte”.

Ed eccoci qui dall’altra parte…nello specifico, quando avete capito che era giunto il tempo di tornare e, soprattutto, cosa vi ha spinti a farlo?

Vipra: Abbiamo cominciato a parlarne più seriamente a partire dall’anno scorso. Poi il nostro metodo di lavoro è un po’ l’opposto di quello di tanti altri. Non avevamo ancora neanche una traccia già pronta tra le nostre mani, però c’era un concept che piaceva a tutt’e tre e un’idea di sound da sviluppare totalmente inedito in Italia. Quindi ci siamo detti: “Dai, facciamolo”.

Pur rimanendo attinente a quanto proposto in passato a livello d’immaginario, l’assoluta originalità del sound si percepisce a pieno. È una mia impressione o tra le nuove influenze c’è anche il mondo degli indie games? Ad esempio, le colonne sonore di Toby Fox per “Undertale”…

Vipra: Certo, io e Osore siamo appassionati videogiocatori di titoli indie. Tra cui, naturalmente, “Undertale”. Ricordo ancora come fosse ieri di quando ci giocammo per la prima volta nel salotto di casa mia: lui rimase così colpito dalla soundtrack da ordinarne subito il doppio vinile… In generale, tutto quel mondo 8bit, chip tune, glitch ci piace e ci appartiene. Pertanto, abbiamo voluto proporlo in questa nuova forma, a tratti breakcore ed estremamente accelerata. Mi piace definirla “brainrot music”, in linea con la velocità “x2” a cui ci stanno abituando le piattaforme.

Tremila: A me questo concept dell’accelerazione fa ridere perché lo accosto alla percezione ormai comune e diffusa che i cicli della storia stiano diventando man mano sempre più corti, iper-veloci. Di pari passo, anche la musica si sta adeguando.

Mi collego quindi all’effettivo concept dietro “Anima Macchina”: la crisi delle strutture sociali, la sensazione di star vivendo un periodo di importanti cambiamenti, come d’altronde ce ne sono stati parecchi durante la vostra pausa, anche in ambito discografico. Voi che rapporto avete con il progresso?

Tremila: A livello musicale, ci troviamo in un periodo molto diverso in sé per sé da quello in cui abbiamo debuttato, però è proporzionalmente simile perché, in entrambi i casi, i generi di massima tendenza sono arrivati ad una sorta di stagnazione. Probabilmente è stato questo uno degli input che ci ha fatto capire che era giunto il momento di tornare con un prodotto diverso, che potesse innovare o comunque dare una prospettiva inedita. Allo stesso tempo, non poteva essere troppo simile a quanto già proposto in passato. Anche perché son sicuro che il nostro pubblico si aspetti sempre qualcosa di nuovo da noi.

Così come agli esordi nel 2017, Sxrrxwland si pone ancora come l’avanguarde capace di causare una nuova rottura artistica e, anche stavolta, il vostro pubblico sembra assolutamente pronto a sostenervi. Lo dimostra l’affetto mostrato sotto i post con cui avete annunciato la reunion, da loro accolta quasi come un evento sacro. Come vi spiegate tale risposta?

Tremila: Io penso che uno raccolga ciò che semina in questi ambiti qua. Specialmente nel momento in cui l’arte la stai facendo perché hai realmente qualcosa da dire, piuttosto che per motivi economici, di ego o di ricerca di approvazione sociale. A quel punto, se realmente sentita, l’arte prende vita e diventa quasi “subliminale” per le persone: le permea, gli entra dentro e rimane. Un discorso che faccio spesso e che ci tengo a ribadire è che, nella stragrande maggioranza dei casi, alla base del rapporto fan-artista vi è un processo di innamoramento per volontà di emulazione. Cioè io voglio essere come quell’artista perché sta meglio di me, è più ricco e quindi ambisco ad essere come lui. Nel nostro caso, invece, non è una connessione che nasce per ambizione ma per empatia. Cioè noi non siamo più alti dei nostri fan o qualcosa a cui ambire, noi siamo esattamente come loro ed è una peculiarità che ho sempre amato.

Vipra: La bellezza del progetto sta proprio in questo rapporto di orizzontalità con il pubblico. Noi e loro sullo stesso piano: è stato così dal 2017 ad oggi. Lo scrivevamo anche nei comunicati stampa: “Sxrrxwland non è Sxrrxwgang”. Nel senso che non siamo un gruppo che si mette su un piedistallo e guarda gli altri dall’alto verso il basso. Non siamo star, non c’è nulla di VIP o quant’altro. C’è solo una fortissima condivisione di un sentire comune. Il pubblico è sì contenuto, ma è estremamente affezionato perché si riconosce in noi.

Infatti, l’ascoltatore si rivede molto nei vostri testi, pieni di riferimenti a lui propri, ma soprattutto si immedesima nelle sensazioni che volete trasmettere. Giusto per citarne un paio di questo nuovo progetto che mi hanno fatto quest’effetto: “Felice Nemmeno”, dove raccontate una condizione di limbo emotivo praticamente universale al giorno d’oggi, oppure “Kurushi”, con il suo parallelismo tra la società odierna e la piattaforma sospesa nel nulla dell’omonimo videogioco. In entrambi i casi sei costretto ad andare avanti alla massima velocità pur di sopravvivere, ma c’è molto altro ancora…

Vipra: È un disco accelerato e quindi accelerazionista. Siamo contenti di far trasparire questa dimensione di angoscia, di dolore. Sta anche nel nome nostro, quindi mi sembrerebbe strano se parlassimo di gattini e fiorellini (ride, ndr.). Scherzi a parte, per me è motivo d’orgoglio il fatto che riusciamo a trasmettere determinate sensazioni anche con dei pezzi che non sono quello che magari la musica italiana identifica canonicamente in quel range emotivo. In generale, nell’album è forte il sentimento della mancanza, dell’indecisione, dell’insicurezza, nonostante siano dei pezzi veramente veloci, carichi. Ad esempio, “Blessami”, dove troviamo la figura quasi ottimista della ragazza curatrice, comunque parte da una condizione in cui tu hai bisogno di essere curato o che qualcuno sta venendo a prenderti. Tra l’altro, sei il primo a cogliere la citazione di “Kurushi”, grandissimo.

Osore: Anche all’inizio dei Sxrrxwland, quindi nei primi due EP, l’atmosfera era molto pesante sotto tutti i punti di vista per chi ascoltava: a grandi linee, produzioni e testi andavano nella stessa direzione. In “Anima Macchina”, invece, c’è questo nuovo contrasto tra le strumentali un po’ più up e testi prettamente tristi. Personalmente, lo preferisco così: molto più nuance, più profondo. Lo vedo a tutti gli effetti come un segnale di crescita.

Vipra: Pensa se fossimo tornati esattamente come il sound di prima, secondo me sarebbe stato anche fuoritempo…

A tal proposito, vi spaventano le loro elevate aspettative? Una piccola parte di voi teme che questa svolta artistica possa non piacergli?

Tremila: Penso che per come siamo, sia come progetto che come individui, preferiremmo fallire tentando di portare qualcosa di nuovo piuttosto che fallire restando seduti su quello che giàeravamo.

Vipra: Visto il rapporto stupendo che si è creato negli anni, sentiamo una grande responsabilità verso di loro. Quindi, penso che saremmo dei pezzi di m***a se ricambiassimo il loro amore proponendo ogni volta la copia della copia. Ce ne stanno a migliaia che han fatto così, ma che ad una certa sono stati giustamente scaricati e sostituiti dall’artista più fresco arrivato poco dopo. Sin dagli inizi ci siamo inspirati ad artisti estremamente poliedrici come Yung Lean, il quale ha proposto sempre tante cose diverse e il suo pubblico le ha sapute accogliere proprio perché avvertiva un sentire comune nei suoi confronti.

È anche per questo che avete preferito mettere in pausa il progetto, piuttosto che continuarlo per inerzia e magari rischiare di stagnarvi su qualcosa che non vi dava più la stessa soddisfazione, giusto?

Vipra: Sì, sì, assolutamente. Ora siamo molto emozionati all’idea di ributtarci nuovamente e vedere che cosa succede.

Farete anche un concerto prima dell’effettiva release, che già si sarà tenuto per quando uscirà quest’intervista, ma ve lo chiedo comunque: come vi sentite all’idea di tornare ad esibirvi dal vivo?

Tremila: In questi giorni abbiamo fatto le prime prove dopo tanto tempo. Direi che, dopo i primi minuti iniziali in cui un attimo dovevamo “ritrovarci”, ci siamo subito immersi in quella sorta di bolla in cui uno entra mentre suona. Anzi, ti dirò: siccome ci ritengo maturati nel tempo, sia come persone che come artisti, l’ho percepita ancora più forte che in passato. Rimane certamente parecchio stancante per il tipo di performance live che facciamo e il livello d’intensità che vogliamo portare sul palco, però avvertiamo nuovamente quell’energia molto forte che brucia dentro di noi e che ci tiene in piedi. Ritrovare i nostri fan poi sarà la cosa più bella di tutte…

Vipra: È l’ultimo pezzo del puzzle che manca per ora e attendiamo con ansia di poterlo finalmente mettere: in fin dei conti, è per loro che abbiamo costruito tutto il resto.

Piccola grande curiosità: ci saranno anche altre date dopo?

Tremila: Non possiamo dare troppe informazioni, ma non si estinguerà tutto a Milano, mettiamola così…

Tornando ad “Anima Macchina”, si tratta del vostro primo album ufficiale: avete riscontrato particolari difficoltà o comunque differenze nel processo creativo rispetto ai primi due EP?

Osore: Per “Buone Maniere per Giovani Predatori” e “OSSO”, noi avevamo semplicemente fatto dei brani e, solo in seguito, con l’aiuto dell’etichetta abbiamo fatto una scelta di pubblicazione. Stavolta, invece, ancora prima di lavorarci sapevamo di voler fare un album, con una sua struttura specifica e che fosse composto da almeno dieci brani. Quindi, già mentalmente l’abbiamo approcciato in maniera completamente diversa. Poi il concept di “Anima Macchina” c’è stato sin da subito. Concentrarsi sul lato digitale di Sxrrxwland a discapito di quello “organico”. Prendere varie reference non di artisti, ma di interi generi che il mondo stava riscoprendo tipo la jungle o il pop punk e riformularli nel nostro linguaggio.

Tremila: Poi noi siamo molto pianificatori nei processi, tutto è partito proprio dal concept “Anima Macchina”: un tema assolutamente vicino a noi e alla nostra epoca e che, dunque, sentivamo di dover snocciolare in questo esatto momento storico. Di lì in poi ci siamo organizzati per fare le nostre sessioni ed è nato il disco effettivo.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stato proprio il fatto di riuscire a trasmettere all’ascoltatore determinate vibes di un genere, ma senza proporlo nel suo senso stretto…

Tremila: Ammetto di essere felice quando risulta particolarmente complicato etichettarci. Noi siamo totalmente contro le caricature, i pastiche di generi. Piuttosto abbiamo “mangiato” tanti piccoli pezzi di vari generi, li abbiamo “digeriti” all’interno del corpo di Sxrrxwland e poi…vabbè ci siam capiti… (ride, ndr).

Osore: Non è quello che ti aspetti. È alternativo. È qualcos’altro. È diverso ed è proprio questo che, a mio avviso, lo rende perfetto.

È sempre bello appurare quell’intento di differenziarsi e di creare una propria identità in ambito artistico. In tale ottica, mi viene naturale il collegamento con “Francesca sott’acqua”, a mio avviso il brano più “naturale” del disco, un perfetto unicum che si discosta non solo dal mainstream, bensì persino dal resto di “Anima Macchina”…

Vipra: Dietro c’è ricordo ben chiaro di me che cerco di parlare con una persona che sta dall’altra parte di un vetro. Un momento d’incomunicabilità reale che, in quanto ricordo, diventa ancor più difficile da comunicare. Rappresenta quindi tutto ciò che ognuno di noi vede nella propria memoria, dove naturalmente non c’è l’audio. Ci ha pensato Osore a dargli un adeguato sottofondo.

Osore: È stata più una scelta da produttore che filosofica. Come ti dicevo prima, ancor prima di mettermi all’opera avevo ben chiaro il suono che avrei voluto imprimere all’album. Allo stesso tempo, sapevo che avrei voluto inserire una canzone che avrebbe dovuto rifiutare quello stesso concetto. Nei nostri primi pezzi c’erano alcuni spezzoni simili, con solo archi o il piano ad accompagnare la voce, tipo in “Paranoie”. In questo caso, però, volevo contenere tutta quell’atmosfera in un unico brano molto organico e in contrasto con tutto il resto. Serviva anche a livello di ascolto: dopo tutta la carica estremamente digitale, all’improvviso arriva quella traccia e pensi: “Wow, non me l’aspettavo”.

Tremila: Io ho quest’immagine in testa: una bilancia dove da un lato c’è un sacco di piombo pesantissimo che rappresenta tutto il disco e dall’altro “Francesca sott’acqua”, che nonostante tutta la sua leggerezza riesce comunque a mantenere l’equilibrio.

Concordo in pieno, anche perché arriva prima di “Speedrun”, non a caso il brano più “accelerato” di tutti…prima di chiudere, vi faccio un’ultima domanda a bruciapelo: vostra traccia preferita del disco?

Osore: Per me “Blessami”.

Vipra: Ti direi “Speedrun”, però pure “Blessami” in realtà…non lo so, non si può scegliere.

Tremila: Penso la title track, “Anima Macchina”, perché racchiude un po’ tutte le altre.

Vipra: Ora ci devi dire pure te la tua dai.

Ve ne dico due: ricollegandomi a quanto detto poco fa, vi dico la combo “Francesca sott’acqua” seguita da “Speedrun”.

Vipra: Ci sta. Secondo me quei due sono il trait d’union più forte con i vecchi Sxrrxwland e traghettano bene verso il sound nuovo. Poi “Speedrun” per me è un pezzo mega underdog, nel quale gli altri due non hanno creduto abbastanza da metterlo più in alto nella tracklist. Quindi, ti ringrazio per averlo votato (ride, ndr).

Grazie a voi per la disponibilità, ora che “la macchina è risorta” speriamo di ritrovarci ad una prossima data, in bocca al lupo per la release.

Sxrrxwland: Naturalmente, è stato un piacere per noi, alla prossima!

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