- per Antonio Contu'
- in Novità
- on 18/12/2024
Articolo a cura di Nensi Troiano
In occasione della commemorazione dei 10 anni dalla morte di Pino Daniele sarà trasmesso nelle sale cinematografiche i giorni 4, 5 e 6 gennaio il film documentario ‘’Pino Daniele-Nero a metà’’, scritto da Marco Spagnoli e Stefano Senardi e prodotto da Fidelio ed Eagle Pictures.
Dopo il successo ottenuto con ‘’Franco Battiato- La voce del Padrone’’, Stefano Senardi ci porta con sé a Napoli in un viaggio alla scoperta dell’uomo oltre l’artista, attraverso la testimonianza dei suoi più cari amici e collaboratori. I veri protagonisti sono senza dubbio Napoli, Pino e la musica: un connubio di meridionalità, talento e passione che ha cambiato per sempre la musica italiana. All’interno dell’affettuoso omaggio sono presenti moltissimi artisti del passato e del presente: si alternano le belle parole di chi lo ha vissuto al talento di giovani cantanti che hanno interpretato le sue opere di maggior successo.

Questa coesistenza di passato e presente rende ancora più chiaro il messaggio del docu-film: Pino Daniele vive ogni giorno nell’aria di Napoli e nel cuore di tutti coloro che amano la musica. Un’esperienza visiva e sonora che trasporta lo spettatore nei vicoli della Napoli non da cartolina, nei luoghi del centro storico che, come dice il cantautore Enzo Gragnaniello, ‘’è fatto di umori diversi, come la nostra musica’’.
I due, infatti, sono cresciuti insiemi e fin da bambini si divertivano a strimpellare la chitarra nei caotici vicoli dove ogni cosa diventa musica, anche le voci di una donna che vende le ranocchie, come dice lo stesso Pino in una intervista. La fotografia di Gianluca Rocco Palma unita alla melodia partenopea travolge di emozioni lo spettatore, che è quasi in grado di respirare l’odore del mare. La grandezza di Pino Daniele non sta solo nel talento musicale e poetico, ma nella sua capacità di entrare nell’animo di chi lo ascolta attraverso poche parole che, anche se non comprese del tutto, arrivano sincere e genuine proprio come era lui.

Egli, infatti, ha avuto il coraggio di raccontare una Napoli sofferente, che sotto il sole e il mare nasconde tanta miseria e che soprattutto in quel periodo storico aveva proprio bisogno di un rivoluzionario come Pino Daniele, portavoce di un movimento di rinascita. La parola, il suono, il gesto e la danza: questi gli elementi fondamentali da portare fra la gente. Per farlo, l’artista ha scelto la lingua della sua terra, perché essere capiti significa comunicare delle emozioni che si risultano più immediate tramite il dialetto.
Insomma, un artista rivoluzionario che ha portato il ‘’Neapolitan Sound’’ in tutto il mondo,:unendo in modo eccezionale la musica popolare al jazz e al rock-blues d’oltreoceano. Non a caso uno dei suoi album di maggior successo si chiama proprio ‘’Nero a metà’’: non per una banale contaminazione musicale, ma per la presenza di una base NATO proprio dentro Napoli che inevitabilmente ha influenzato la cultura della città.

Questo documentario racconta il sud da un altro punto di vista, ma soprattutto mette in luce un legame che sembra connettere tutti coloro che sono nati al sud del mondo e che si vedono rappresentati da un artista internazionale come Pino Daniele. Noi di Primo Ascolto abbiamo avuto la possibilità di vedere il film in anteprima e di partecipare alla conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche l’amico ed artista Tullio De Piscopo che, con grande teatralità ed emozione, ha detto:’’ Ricordatevi, come ho detto nel docu-film: noi non andavamo a fare le prove, che devi provare? Guagliù, noi andavamo a suonare, oggi la musica dove sta?’’ Queste parole, unite alle tante dette all’interno del documentario, ci fanno capire la grandezza di Pino Daniele: un uomo in grado di creare opere che resteranno per sempre patrimonio dell’umanità.
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