
Un disco registrato in America, che guarda al passato e alle esperienze di Achille Lauro: con “Comuni Mortali” l’artista romano si volta indietro e omaggia il suo paese e la sua storia, strizzando l’occhio al cantautorato italiano, in un disco pieno di ballad struggenti che parlano di rinascita, di dolore e di rimpianti, ma anche di scelte che potevano essere sbagliate, ma che si sono rivelate le migliori.
“Perdutamente” ci immerge subito all’interno della vasca emotiva di Lauro, che attraverso immagini precise e delicate ci fa sentire così piccoli dentro questo universo, in una caduta libera verso l’ignoto che sembra non fermarsi mai. Ma se fossimo così coraggiosi da abbracciare completamente le nostre convinzioni e trasformarci in fiammiferi che bruciano veloce come il nostro amore, forse riusciremmo a sentirci veramente liberi: il tempo di una notte e non esistiamo più, ma abbiamo vissuto al massimo.

L’”AMOR” ci stringe il cuore e ci fa scivolare una lacrima solitaria giù dagli occhi: dovremmo vivere senza avere rimpianti, convinti che abbiamo provato tutto il possibile per rimanere insieme, ma è arrivata l’ultima notte a nostra disposizione, perchè a volte neanche la nostra città riesce a risollevarci dal nostro oblio. Cambiamo luogo in “Dannata San Francisco” e ci sembra di vivere una vita che non è la nostra. Non siamo noi a mangiare una pizza dentro una limousine ma la nostra versione in gonna e pelliccia, che ci permette di non curarci delle conseguenze proprio come se fossimo in vacanza, e siamo così contro la nostra anima che forse, forse, riusciremo anche ad essere amici con quella persona che si muove sotto la nostra pelle, e ci piace così tanto che non vorremmo più tornare a casa.. ma sappiamo che lo schianto con l’asfalto della realtà è inevitabile.
Una dedica alla madre “Cristina” ci riporta con i piedi per terra e fa volare il nostro pensiero a tutte le mamme che ci sono sempre state, nonostante tutte le difficoltà, nonostante le avversità e tutto il mondo contro: figure fondamentali che ci hanno insegnato come amare, cosa si prova a ricevere amore incondizionato e come si fa a riversarlo su chi ha più bisogno. Un ritmo più dance in “Fiori di Papavero” ci fa sentire come se il mondo fosse nelle nostre mani: siamo all’ultimo piano di un grattacielo e guardiamo la città dall’alto, chiudiamo gli occhi e fingiamo di non sentire niente, anche se in realtà percepiamo le emozioni cento volte di più. Passiamo da “Amore Disperato” e “Incoscienti Giovani”, che ci riportano alla giovinezza di un Lauro con il cuore spezzato e atterriamo su “Walk Of Fame”, in cui ci siamo letteralmente tolti il cuore e abbiamo realizzato che “l’amore non è amore senza lacrime”, e se non ci sentiamo sempre con un piede sull’orlo del precipizio allora non stiamo amando davvero.

Ritorniamo in un vortice di euforia con “Dirty Love”, che ci presenta l’amore spensierato, quello che forse durerà solamente una notte, ma non possiamo privarcene, perchè è la nostra anima che ce lo chiede. “Nati Da Una Costola” ci porta dentro una favola raccontata attraverso la storia ed i ricordi, coinvolgendo immagini religiose e ci fa ricadere dentro l’ennesimo amore tossico in “Happy Birthday Mr. Kennedy”. Chiude il progetto “Barabba III” in cui Lauro ci prende per mano e ci conduce verso dei ricordi dolorosi e un passato che sembra una ninna nanna intrisa di malinconia e di incapacità di scappare dalla realtà.
In “Comuni Mortali” Achille Lauro guarda dietro di se e mette in musica la sua vita, la sua storia, la sua città e le persone che ha amato, ricordandoci sempre che l’amore è il sentimento che muove tutta la nostra vita: sia quando c’è sia quando scompare ne siamo dipendenti e senza non siamo nessuno, ma possiamo trovarlo anche nei gesti più piccoli, in uno sguardo, in una carezza, in un messaggio.








