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AGA – Condivision | Recensione | Primo Ascolto

“Condivision” rappresenta la sintesi più completa dell’universo di AGA, alias Alessandro Antolini: una raccolta che mette in fila vent’anni di ricerca, concerti, collaborazioni e sperimentazioni, restituendo un ritratto fedele di un artista che ha costruito la propria identità attraverso una continua evoluzione stilistica.

Il best of diventa così un vero e proprio percorso narrativo, che attraversa le sue diverse stagioni creative mantenendo sempre riconoscibile la sua impronta, già nota ai lettori più attenti che, esattamente tre anni fa, leggevano sui nostri canali la recensione di “IMAGINE“, album che ha prestato più di qualche brano a questa collezione di pezzi.

L’apertura di “Condivision”, con “CHANSON EGOCENTRIQUE”, è una scelta probabilmente strategica: la celebre composizione di Battiato viene riletta con un approccio ipnotico e quasi rituale, dove la componente filosofica e ancestrale emerge con forza; “SMILE IN MY SELF” conferma, ulteriormente, la sua inclinazione verso la contaminazione: l’avvio ambient si espande progressivamente in un’elettronica pulsante, mentre le liriche in lingua inglese si innestano su un impianto che richiama un certo rock elettronico italiano di fine anni ’90, rivisitato con una sensibilità più attuale.

Con “RESPIRO” il tono si fa più morbido e contemplativo: la struttura tendente al pop rende il brano immediato, ma la sensazione di pace interiore che lo attraversa aggiunge una profondità emotiva che lo distingue dalle altre tracce; “NATURA” riporta in primo piano i synth, più corposi e avvolgenti, accompagnati da inserti di chitarra elettrica che spingono il brano verso un groove rock: le liriche mantengono quell’aura ultraterrena che caratterizza molte delle sue produzioni, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa. “COME STAI” è un chiaro richiamo alle sonorità elettrodance degli anni ’80, rilette con gusto contemporaneo: il titolo diventa un mantra che scandisce un brano capace di dialogare con le produzioni synth-pop più eleganti di quel periodo, pur restando pienamente inserito nel mondo di AGA.

In “ARE YOU READY?” la cassa rock rimane costante mentre i synth crescono fino a tre quarti del pezzo, creando una tensione dinamica che si scioglie solo nel finale. È uno dei capitoli più energici della tracklist, ed anticipa la cover di “ATMOSPHERE” dei Joy Division la quale offre una prospettiva diversa rispetto all’originale: la parte vocale è più ariosa, la cupezza viene attenuata, ma l’intensità rimane intatta. “ACRONYM” funge da intermezzo ipnotico, breve ma incisivo: una sorta di pausa meditativa prima della seconda metà del disco.

“VERTIGO” introduce elementi che ricordano la drum’n’bass, mentre “SCHOOL” parte con un’impronta da italo disco contemporanea per poi aprirsi a una scrittura elettronica più stratificata. “LUI & LEI” propone un pop rock irrobustito dalla consueta vena sperimentale dell’artista, risultando uno dei brani più immediati della raccolta; “NELLA TUA STANZA” richiama un certo rock italiano diretto e viscerale, arricchito da contaminazioni elettroniche che ne ampliano la prospettiva, mentre “QUESTA NON È” si muove verso un art rock elegante e ricercato, con strutture che richiamano la scuola più sofisticata del genere. “ARIA” è un nuovo crescendo ritmico che parte da un approccio chill, rappresentando uno dei marchi di fabbrica di AGA, mentre “I FEEL IN LOVE” chiude il disco con un’impronta house, quasi deep, che lascia una sensazione di apertura più che di conclusione.

Il punto di forza di “Condivision” è la capacità di mostrare AGA nella sua interezza: un artista che attraversa generi e decenni con naturalezza, forte di una cultura musicale ampia e di una visione personale sempre riconoscibile. La raccolta diventa così un invito a entrare nel suo mondo, un universo variegato e stimolante che continua a evolversi senza, mai, perdere identità.

Il progetto è disponibile integralmente su Bandcamp.

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