info@primoascolto.it

Al Fabrique, Fulminacci si dimostra presente e futuro della musica italiana [LIVE REPORT]

 

Si percepiva già dall’aria che tirava sul tram che mi avrebbe portato al Fabrique di Milano che in quella serata non avrebbe avuto luogo un concerto qualunque: gruppi di ragazzi elettrizzati che, per ingannare l’attesa, si uniscono e ripassano tutti insieme al volo gli ultimi pezzi per scaldare la voce, ma che poi, non appena il 27 si è fermato, son diventati immediatamente nemici nella gara per ottenere i posti migliori per assistere al proprio idolo.

A conferma di ciò, gli altri dati in nostro possesso ancora prima di varcare la soglia non erano proprio irrilevanti: evento spostato di due mesi per le solite cause a cui tutti ci siamo abituati, ma che non hanno fatto altro che alimentare la nostra voglia di musica dal vivo; l’uscita di una riedizione contente brani già cult della sua discografia; sold out annunciato da diversi mesi e fila immensa per entrare, lunga praticamente quanto tutto la via.
Insomma, i presupposti per un Concerto con la C maiuscola c’erano proprio tutti…ah giusto, ne manca un altro, il più importante, il protagonista di questa serata: Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, che ha già dimostrato nel corso del tempo di essere destinato ad arrivare davvero in alto con la sua musica; un talento incredibile che ha finalmente iniziato a raccogliere i meritati frutti del proprio impegno, giungendo infatti a presupposti come quelli qui sopra citati, degni di un vero big.

Ma tornando a noi, il locale si riempie velocemente e, in men che non si dica, si comincia. Ma non con una classica entrata in scena: Filippo è infatti introdotto da un breve monologo registrato di Valerio Lundini – se stranamente non lo conosceste, vi consiglio di rimediare immediamente.
La stima tra i due è ormai storia nota sin da quando il giovane cantautore scelse proprio il comico romano come partner per la serata cover di Sanremo 2021, con cui realizzò un’esilarante versione di “Penso Positivo” di Jovanotti.
Una piccola intro inaspettata, capace di scatenare le risate generali della platea che poi, improvvisamente, ha visto salire sul palco, con una certa eleganza, Fulminacci: smoking bianco, papillon e chitarra in mano.La folla impazzisce, telefoni alla mano e inizia lo spettacolo.

La scaletta contiene praticamente tutto il suo repertorio, dagli esordi di “La Vita Veramente” fino alle ultime uscite di “Tante care cose e altri successi”, passando anche per piccole chicche come “La Fine della Guerra”, uscita solo su YouTube durante il primo lockdown. I fan però non si sono fatti trovare di certo impreparati sui testi e, infatti, in alcuni spezzoni erano talmente in tanti a cantare che la voce di Fulminacci sembrava quasi venir sovrastata.
Il tutto è stato eseguito magistralmente dal cantante e dalla sua band, che hanno dimostrato di saper tenere il palco alla perfezione, riuscendo persino a realizzare delle piccole coreografie sui pezzi più movimentati, apprezzatissime dal pubblico, ormai super coinvolto, che ad ogni piccolo balletto si lasciava andare a strilli di gioia.
Un’atmosfera pazzesca tipica delle grandi occasioni che dà ragione a quelle che erano le nostre previsioni iniziali: non stavamo affatto assistendo ad un live qualsiasi e, come se non bastasse, come ulteriore controprova, ci sono stati due momenti a cui solo chi era presente al Fabrique quella sera può dire di aver assistito.

Verso metà concerto fa dunque il suo ingresso sul palco Mobrici, collega e amico di Maciste Dischi. A quel punto ci saremmo aspettati tutti di sentire la loro famosissima versione di “Stavo Pensando a Te”, ma i due cantanti avevano altri piani e hanno quindi preferito sorprenderci suonando “Non c’è niente da capire” prima e “Rimmel” poi, realizzando così un sentito omaggio ad un mostro sacro della musica nostrana come Francesco De Gregori.
Però le sorprese, come già anticipato, non finiscono con questo frangente così emozionante, perché qualche canzone dopo arriva il turno di “Aglio e Olio”, probabilmente il brano che tra i più recenti è riuscito a scaturire maggior consenso. Fulminacci inizia quindi a cantare la prima strofa e il primo ritornello, al cui termine arriva il secondo e ultimo ospite della serata che ne completa la canzone…eh sì, stiamo parlando proprio di Willie Peyote. Il feeling tra i due sul palco è meraviglioso, con continui sguardi d’intesa e sorriso stampato su entrambi i volti. A quel punto Willie però, finita la performance, si fa scappare una dichiarazione parecchio importante nei confronti del suo collega: “signore e signori, il presente e il futuro della musica italiana”.

Dopo un breve encore e cambio d’abiti, si riparte con pezzi più energici come “Un fatto tuo personale”, “Canguro”, “Le Ruote, I motori” e “Tattica”, sulle cui note il pubblico, invitato a più riprese dallo stesso Fulminacci a “far caciara”, impazzisce definitivamente.
Chiude in bellezza questo show “Tommaso”, suo più grande successo che di certo non poteva mancare, rivisitata qui però in chiave punk, una versione che solo chi ha avuto il piacere di andare ad un suo live potrà affermare di aver sentito. Dispiace per chi se l’è perso, ma vedete di rimediare, merita tantissimo.

In conclusione, credo di averne dette proprio tante in questo report, ma vi assicuro che nulla di ciò che ho scritto è stato minimamente enfatizzato o pompato, anzi, probabilmente le parole non sono neppure abbastanza per descrivere l’incredibile presenza scenica, il talento, ma anche l’umiltà che Fulminacci ha dimostrato alla propria fan base in questa tappa di “Tante care cose e altri successi in tour”, ringraziandola a più riprese per l’amore mostratogli.
Una voce praticamente perfetta, uguale a quella registrata in studio (e non è affatto scontato di questi tempi) con cui però riusciva persino a trasmettere tutta la propria emozione per una serata così incredibile che difficilmente chi era presente, Filippo incluso, si dimenticherà.
Non possiamo dunque fare altro che confermare pienamente la tesi di Willie: siamo di fronte ad un genio che continuerà a stupirci negli anni a venire. Davvero tanti cari complimenti.

 

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.