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Alfiero – Un genere solo [RECENSIONE]

Ad oltre due anni di distanza dal debutto con “Arancione” il cantautore terracinese Alfiero ha pubblicato “Un genere solo”, album registrato nuovamente presso il TendaRossa Studio ed edito da LeIndieMusic, fucina di talenti molto interessanti.
Un progetto musicalmente variegato, con una spiccata proclività pop rock a far da cornice ad un introspettività vivida (“Non mi lamento”) ed a storie dai connotati malinconici (“Mare”, o “Torta di mele”): Alfiero porta avanti uno stile cantautorale molto spontaneo, che si lascia corroborare anche da riflessioni esistenziali e critiche sociali (“Un’idea”).
L’intonazione melodica dell’artista è perfezionabile, così come il livello dei volumi di voce e musica: nella toccante “Pà”, ad esempio, le chitarra va a sovrapporsi all’intensità vocale con troppa veemenza; ma nel complesso “Un genere solo” piace non solo per la tangibile sincerità che si porta appresso per tutte le dodici tracce, ma anche per l’impostazione metrica dei testi, velatamente d’ispirazione DeGregoriana e densi di significati intrinsechi.

TRACCIA PREFERITA: MENA NON VALE LA PENA

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.3/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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