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Alla scoperta del mondo “obliquo” di Stramare, artista atipico e affascinante [RECENSIONE]

Cosa succede quando hai un disperato bisogno di dar voce al tuo estro? Ce lo spiega Stramare, artista piemontese che canta la sua realtà aggiungendo un pizzico di etereo, un po’ di jazz e tanto pop, miscelando il tutto con sintetizzatori e contaminazioni elettroniche.
L’esordio discografico del cantautore arriva con “obliquo.”, un album definito dall’autore come “una dichiarazione d’intenti, è uno sguardo, farsi attraversare dal tutto e rigettarlo come viene, storto, deformato, laterale, cringe”.

“La notte per me è una pessima amica, lo sai, oggi è il solstizio d’autunno, il buio ci divorerà”:  con “Cantonese” Stramare ci immerge subito nel mood autunnale. Perché bisogna essere subito consapevoli che l’estate è ormai un ricordo lontano, e l’artista si perde dentro la pioggia che per certi versi ci aiuta a mettere meglio a fuoco quello che abbiamo perso, ma anche tutte le strade che possiamo intraprendere: per adesso solamente sentieri bui, che ci fanno paura.

Siamo sempre a contare le stelle, con il naso in su, sperando che prima o poi qualcuna cada, per poter esprimere un desiderio: “I ragazzi non piangono”, ci canta Stramare, ma la verità non potrebbe essere più lontana, perché tra le lacrime mischiate ai fiori di Bach vengono ricordati i baci ormai svaniti, che rimarranno sempre impressi sulla loro pelle come una bruciatura.

“Vodka Sour” ci racconta di un trasloco, di nuovi inizi e di ricordi passati che fanno un po’ male e un po’ ci fanno sorridere: siamo sempre in movimento per cercare di smettere di pensare a ciò che non vogliamo affrontare, ma appena ci fermiamo un secondo, ecco che tutto affiora di nuovo e cerchiamo riparo nell’alcool, con la speranza di svegliarci più sereni.

Ivrea d’autunno e la vita che scorre come la pioggia sono lo sfondo di “Platani” e “La Luna e i Trenord”, che fanno da cornice a questo amore impossibile che “prima o poi” verrà raggiunto solo per festeggiare “San Valentino”, il giorno più triste dell’anno.
Stramare cerca la sua voce, e con “obliquo.” ci proietta dentro una realtà dalla quale usciamo straniti e con la voglia di saperne di più: sicuramente la direzione è quella giusta.

TRACCIA PREFERITA: Cantonese

TESTI
3.7/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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