- per Antonio Contu'
- in Novità
- on 10/01/2025
Tra le release di quest’oggi spicca il nuovo brano di Nathalie, cantautrice pugliese di belle speranze con un rispettabile passato discografico: è dal 2020, infatti, che la giovane artista sta rilasciando i propri progetti sulle principali piattaforme streaming.
“Bubble Tea” arriva a quasi due anni da “Punto di luce”, il suo EP di debutto, ma rispetto ad allora la maturazione è evidente: c’è più consapevolezza ed una maggiore tecnica, figlia di un continuo e tangibile bisogno di migliorarsi.
Abbiamo approfittato dell’occasione per fare qualche domanda a Nathalie, sul brano ma anche sull’evoluzione del percorso artistico.
Ciao Nathalie, benvenuta su Primo Ascolto. Con “Punto di luce”, il tuo EP di debutto rilasciato quasi due anni fa, si denotavano maggiormente, tra le liriche, le tue insicurezze personali. “Bubble Tea” mi ha invece personalmente trasmesso la tua necessità di prenderti, inderogabilmente, del tempo per te stessa, ma contestualmente anche tanta risolutezza. Sono aspetti che effettivamente ora fanno parte di te?
Assolutamente sì. In questo lasso di tempo che è trascorso dalla pubblicazione del mio primo EP sono cresciuta molto, ho lavorato sulla me persona (cosa che sto continuando a fare) e di conseguenza mi sono evoluta artisticamente, mi sono capita di più emotivamente, ho affinato certe skills musicali, ho individuato i miei punti di forza artistici, quindi molte delle incertezze e delle insicurezze del mio primo EP si sono ridimensionate e sono riuscita a trovare un mio stile più definito.
Per questo brano, come già accaduto in passato, hai deciso di affidarti a delle sonorità R&B, molto in ascesa tra gli artisti emergenti nonostante in Italia i punti di riferimento riguardo a questo genere siano purtroppo pochi. Ti ispiri maggiormente al mercato estero oppure attingi anche da quello nostrano?
Di base attingo molto di più al mercato estero, anche perché sono cresciuta ascoltando principalmente musica americana e soprattutto sono nata durante il boom della musica pop/hip-hop/r&b degli anni 2000, quindi quelle influenze musicali hanno per forza di cose contaminato la mia concezione musicale. In più, anche attualmente sono molto affascinata musicalmente da artiste come Ariana Grande, Doja Cat, SZA, Sabrina Carpenter, Beyoncé, e molte altre che non cito solo perché la lista sarebbe troppo lunga. Tutte artiste che hanno forti influenze r&b ma di base sono pop e super mainstream, infatti arrivano a un grandissimo pubblico.

Hai deciso di intraprendere il tuo percorso artistico affidandoti al cantato in lingua inglese. Cosa ti ha portato a proporti in italiano negli ultimi anni? E soprattutto, è una scelta definitiva oppure non escludi di poter tornare alle origini?
È vero, ho iniziato scrivendo in inglese perché l’inglese è una lingua super musicale e per chi ha una componente melodica molto forte nelle canzoni è molto più “semplice” usare l’inglese. Ho deciso, però, di passare all’italiano sia perché mi permette di connettermi di più emotivamente a me stessa, ma anche perché sono un’artista italiana e voglio che il pubblico italiano mi capisca ancora più rapidamente di come potrebbe fare attraverso l’inglese. In più il pop che faccio è abbastanza singolare qui in Italia, perciò mi sembra giusto renderlo “nostrano” attraverso la nostra lingua di appartenenza. Al di là di questo, alcuni pezzi continuo a scriverli in inglese anche perché mi piacerebbe molto realizzare feat con artisti internazionali prima o poi.
Se dovessi scegliere un brano della tua discografia che più rappresenta Nathalie e del quale vai più fiera, quale sarebbe e perché?
Sicuramente “Bubble Tea” è il brano, tra quelli pubblicati, di cui sono più fiera, perché lo percepisco più affine e più coerente con la persona che sono e con il tipo di artista che mi sto impegnando a essere. Musicalmente è più evoluto, interessante e “clever” rispetto ai brani precedenti, e anche il mio immaginario è rappresentato in modo più dettagliato e immediato. In più, cantarlo live mi diverte un sacco.
A Milano stai riuscendo, con merito, a trovare i giusti spazi per dimostrare le tue capacità dal vivo, nonostante lo status di emergente. Proveniendo dalla Puglia, pensi che sotto questo punto di vista nella tua terra di origine sia molto più complicato avere delle possibilità per esprimersi?
La Puglia è una terra bellissima, molto calorosa, un posto innegabilmente pittoresco, e artisticamente parlando è piena di talenti. Ci sono un sacco di ragazzi in Puglia con grandi idee musicali, con tanto da comunicare, solo che effettivamente dal punto di vista discografico la realtà pugliese è abbastanza povera e Milano, invece – si sa -, è il centro della discografia, soprattutto degli ultimi tempi. Pertanto, sì, qui a Milano ci sono molte più opportunità (anche semplicemente di esibirsi live nei vari locali), molti artisti emergenti di stili vari con cui collaborare, e anche semplicemente un mindset secondo il quale fare musica è un lavoro vero. Però se in Puglia riuscissimo a lavorare sia sulla mentalità che sulla realizzazione di più eventi a favore degli emergenti, diventerebbe un posto davvero valido artisticamente parlando.
Ultima domanda, prima di salutarci: cosa dobbiamo aspettarci dal futuro a breve termine di Nathalie? Sono maturi i tempi per un progetto inedito più esteso?
I miei progetti nell’immediato futuro prevedono la pubblicazione di diversi singoli (anche collaborazioni con altri artisti) che daranno un’idea ancora più chiara della mia direzione artistica e una serie di live in cui potermi ascoltare dal vivo. Nel frattempo continuo a lavorare su me stessa e a scrivere e produrre nuova roba che poi naturalmente farà parte di un progetto più completo e più grande.
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