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Alla scoperta di Elaine Suarez, tra ispirazioni, passione per la musica ed amore per l’hip-hop [INTERVISTA]

Elaine Suarez, rapper e produttrice nata a Verona, è un artista piuttosto conosciuta nella scena underground hip-hop, soprattutto in quella della sua città.

Dalla collaborazione con nomi noti locali come Zampa, Jap e Flesha all’organizzazione di eventi che promuovono il movimento hip-hop veronese, Elaine ha dimostrato negli ultimi anni una passione profonda per questa cultura; l’uscita del suo EP “Negroni Premium“, avvenuta pochi giorni fa, ci permette di conoscerla più nel dettaglio, anche grazie a questa intervista da cui emerge, vivida, una spiccata maturità.

Ciao Elaine, benvenuta su Primo Ascolto. “Negroni Premium” è fuori da pochissimi giorni, dopo un periodo per te poco fertile a livello discografico: dopo il tuo album di debutto “Be Yourself”, uscito nel 2020, hai messo a referto solo qualche singolo ed una manciata di featuring. C’è un motivo particolare dietro questa sorta di “latitanza”, passaci il termine?

Ciao a tutti, è un piacere essere qui! Dal 2020 ho dedicato le mie energie principalmente nella produzione di rapper della mia città. Il resto del tempo l’ho investito nell’ascoltare nuova musica, conoscere artisti, viaggiare, andare a concerti, formarmi (sia a livello musicale che manageriale) e nel fare esperienze lavorative legate alle mie passioni. Penso che siano stati tutti passaggi graduali necessari. Preferisco dedicare il giusto tempo ad ogni attività e vivere esperienze che possano ispirarmi a nuovi contenuti.

Quanto ti senti maturata da quel progetto d’esordio ad oggi? Quando lo riascolti sei orgogliosa del lavoro effettuato?

E’ cresciuta la mia consapevolezza in merito alla mia voce, al mio vissuto, ai miei gusti e all’immagine che associo di me rispetto alla musica. Faccio un po’ fatica a riascoltare i miei brani dopo aver terminato il Master, prima invece li ascolto in loop fino allo sfinimento. Sono soddisfatta di aver sperimentato già dal mio primo progetto molti stili di scrittura e di sonorità. La sperimentazione è un’attitudine che voglio mantenere anche in futuro.

Anche “Negroni Premium” ha preso vita nel tuo Home Studio? Quanto tempo ci passi, in media, ogni giorno?

Negroni Premium ha preso vita in parte nel mio studio, in parte nel pub in cui attualmente lavoro. Un anno e mezzo fa ho deciso di lasciare il contratto a tempo indeterminato come informatica e cambiare radicalmente lavoro. Ho iniziato a fare la barista al Celtic Pub, il pub più antico di Verona: ogni giorno imparavo pian piano a conoscere nuovi gusti e nuovi abbinamenti. Da qui è nata l’idea di trattare ogni brano come fosse l’ingrediente di un cocktail, in questo caso il Negroni. Nel mio Home Studio, essendo in casa, posso passare tutta la giornata come poche ore al giorno, in base alla mole di lavoro che ho. Ci passo il tempo principalmente per registrare, mixare, suonare, scrivere, ascoltare musica e studiare.

I tuoi pezzi suonano molto classic, in controtendenza con ciò che le rapper donna del mainstream propongono ora: forse l’artista che più si avvicina al tuo stile è Ele A. Cosa ti porta a rimanere così radicata a queste sonorità? Oltre al fatto che “te ne sbatti del mercato musicale”, come racconti in “Cocchi di Torino”…

Dal 2020 circa ho smesso di ascoltare frequentemente la musica mainstream perché spesso mi suonava plasticosa e troppo distante da me, a livello di immaginario e di sonorità. Quando ascolto musica voglio provare emozioni, non farmi influenzare dai trend. Preferisco ascoltare musica dal vivo: penso sia qui che un artista ha davvero la possibilità di trasmettere qualcosa in più rispetto a ciò che vedi sui social e che ascolti su Spotify. Il motivo principale che mi ha stimolato a riprendere un suono più old school è stato iniziare a lavorare, nel 2022, con lo Speculatore del Rap. Ho lavorato con Giulio per l’imballaggio di CD e vinili dei drop di MxRxGxA e durante la vendita del merch ai loro eventi live. Ho avuto la possibilità di ascoltare moltissimi dischi (con sonorità, appunto, molto classic) che uscivano a pochi mesi di distanza uno dall’altro. I live per me sono stati un’esperienza incredibile, inoltre la cura del loro merchandise mi ha colpito molto. Ho visto con i miei occhi che tuttora l’hip hop underground esiste, è solido e non morirà mai finché c’è passione e cultura.

Se dovessi chiederti tre rapper che hanno forgiato il tuo percorso artistico fino ad ora, chi sceglieresti?

Mac Miller, Gemitaiz, Nex Cassel.

Nel comunicato stampa fornitoci racconti di come i testi dei brani rappresentano e si riferiscono ad una generazione disillusa dal lavoro e dal sistema sociale, che trova rifugio nella vita notturna e attraverso la musica. Ti senti pienamente parte di questo tipo di generazione oppure è un qualcosa che hai percepito dall’esterno?

Io credo che ad oggi ognuno di noi si trovi a doversi scontrare ogni giorno con due fattori: aspettative e performance. Ci aspettiamo di terminare gli studi con ottimi voti, trovare un lavoro stabile, essere in forma smagliante ogni giorno e avere successo nella vita. Finite le superiori, io ho perso mia madre e ho dovuto iniziare subito a mantenermi. Ogni scelta che ho fatto l’ho presa ascoltando ciò che mi faceva sentire bene, o che comunque mi permettesse di dedicare tempo alle mie amicizie, alle mie passioni e alla cura di me. Ad oggi il consumismo e il concetto di iper produttività, ci porta a dedicare più tempo ad attività che ci stressano, vivendo ogni giorno in tensione, piuttosto che a ricercare un equilibrio per mantenere il nostro benessere personale. Non conosco molte persone della mia generazione che sono pienamente soddisfatte dei loro ritmi di lavoro, della loro paga, del tempo che hanno da dedicare a relazioni e passioni. Il compromesso è che a qualcosa devi rinunciare. La musica mi ha dato la possibilità di vedermi dall’alto e di provare ad inseguire i miei desideri. Mi piace pensare che esista un canale che mi permetta di comunicare con le mie emozioni e le mie sensazioni in un mondo così materialista.

Verona è il posto che ti ha cresciuto, e che probabilmente ha anche plasmato la tua identità artistica. Come vedi il futuro della città, rimanendo in ambito prettamente hip-hop? Le tue origini colombiane, invece, hanno mai influenzato il tuo stile?

Le mie origini credo che debbano ancora uscire, sicuramente ho in programma di fare un viaggio in Sud America, ci tengo a conoscere nuove sfaccettature di me e, perché no, scoprire stili musicali che possano stimolarmi (anche perché ho un cugino in Colombia che fa rap). Per quanto riguarda la mia città, ci tenevo a realizzare un progetto hip hop dedicato a Verona, potrebbe uscire a breve qualcosa legato allo stile di Negroni Premium. Oltre a me, ci sono tantissimi artisti che lavorano con costanza e talento, non solo in ambito prettamente hip-hop. Sono sicura che prima o poi ci faremo notare. Più avanti mi piacerebbe iniziare sempre di più a sperimentare nuovi generi. Amo il jazz e il cantautorato italiano, suono il pianoforte e la chitarra, quindi non escludo che in futuro possa avvicinarmi a delle sonorità completamente diverse.

Ultima domanda, prima di salutarci: quali sono le ambizioni per i prossimi mesi di Elaine Suarez?

Scrivere tanto e migliorare. Vi ringrazio del tempo dedicato! Alla prossima.

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