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Alla scoperta di Pasquale Punzo, precursore della musica contemporanea [INTERVISTA]

Negli scorsi giorni abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Pasquale Punzo, 35enne compositore napoletano che ha pubblicato recentemente la sua prima raccolta di brani. Il background dell’artista lo porta ad applicare combinazioni sonore ben organizzate, che rendono il suo progetto ispirato ed a tratti inaspettato.

Abbiamo parlato del suo ultimo lavoro, delle sue aspettative ma soprattutto del suo percorso artistico, giunto finalmente alla prima release dopo un cammino lungo ma comunque gratificante.

 


Buongiorno Pasquale, benvenuto su Primo Ascolto. Da poche settimane è fuori “Solo And Chamber Music”, il progetto che segna il tuo debutto nel mercato discografico: raccontaci la genesi del progetto e quali aspettative riversi in questo lavoro.

In questo album d’esordio ho voluto includere quelli che posso definire i lavori che inaugurano il mio catalogo personale di compositore. Non è un caso infatti, che tutti i lavori inclusi siano stati tutti scritti tra il 2020 e il 2021, anni molto importanti per la mia formazione e crescita, musicale e stilistica. Sul prodotto discografico in sé non ho particolari aspettative se non quella di immortalare, temporalmente, quella che è una fase creativa e di percorso, in un ambito – come quello della Musica Contemporanea – sempre più isolato nel nostro paese.

Il tuo album dimostra come un’esigenza comunicativa possa essere colmata tramite l’utilizzo di un approccio prettamente strumentale. Quanto ti appaga la riuscita di un lavoro così peculiare?

Credo che in questa fase del mio percorso abbia avuto semplicemente il sopravvento la curiosità verso l’esplorazione degli strumenti impiegati e ai quali ho destinato la scrittura dei lavori. Strumenti e formazioni di tradizione, con un grande repertorio alle spalle, al quale ho provato ad aggiungermi.

Tra i protagonisti assoluti del lavoro ci sono, ad esempio, il pianoforte ed il flauto, due strumenti che rappresentano fortemente il tuo background. Qual’è il tuo rapporto con loro nella quotidianità?

La presenza ricorrente del pianoforte è dovuta senz’altro ai miei studi strumentali, essendomi diplomato in pianoforte e al quale ho dedicato molti anni di studio e passione. Mentre la presenza del Flauto è stata agevolata ed ispirata dalla collaborazione con il grande amico e flautista Marco Salvio, primo interprete dei miei brani per Flauto solo “Flares” e, all’interno dell’album, anche in veste di Direttore.

Solitamente in redazione siamo sommersi di richieste riguardanti la musica Urban, con digressioni pop e rap. Cosa porta un ragazzo così giovane come te ad intraprendere invece questo tipo di percorso?

Avere oggi l’opportunità di pubblicare un album monografico, con un’etichetta giovane e seria, che prova anche ad avere un catalogo dedicato al genere specifico della Musica Contemporanea, è senz’altro una grande occasione. Un’occasione di espressione e un gesto di grande fiducia – da parte della Art Director & Production Manager Rosella Clementi della Aulicus – in quel che faccio e provo a fare come compositore.

Prima di salutarci ti chiedo: quali sono gli obbiettivi futuri di Pasquale Punzo a livello artistico?

Crescere, migliorare e provare ad essere sempre in cammino.

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