info@primoascolto.it

Alla scoperta di Stona, e del suo approccio trasversale al cantautorato [INTERVISTA]

Stona è un talentuoso cantautore piemontese, attivo a livello discografico da diverso tempo. Nel 2022, il suo ultimo album “E uscimmo infine a riveder le stelle” ha catturato l’attenzione, grazie alla profondità dei temi trattati; dopo una pausa lunga oltre un anno, Massimo è tornato con un nuovo, emozionante, singolo, intitolato “Mi ascoltasse il cielo” e pubblicato a settembre 2023.

Lo abbiamo intervistato, per scoprire i dettagli che caratterizzano la musica e le ispirazioni che guidano il suo importante percorso artistico.

Ciao Massimo, benvenuto su Primo Ascolto. poche settimane fa hai pubblicato “Mi ascoltasse il cielo”, ovvero la tua unica release del 2023. cosa ti ha portato a tornare sul mercato discografico con questo singolo?

È una canzone a cui sono molto affezionato e che doveva solo trovare il momento giusto per essere cantata… Sto scrivendo nuovo materiale ma ho sentito l’esigenza di farla uscire … È un brano potente di grande impatto, pur se cantata sottovoce.

Sei soddisfatto dei feedback ricevuti e relativi al brano?

Sì molto, anche in altre occasioni ho riscoperto come la semplicità sia poi alla base di un buon brano… Se una canzone funziona.. Funziona anche solo piano e voce..Anche nel 2023!

Il pezzo ricalca il mood riflessivo e cantautorale di “e uscimmo infine a riveder le stelle”, il tuo ultimo album: è nato durante il concepimento di quel lavoro oppure è sorto in seguito ?

È una canzone rimasta nel cassetto alla fine delle registrazioni del mio ultimo album. In quel momento non avevamo ancora trovato il giusto vestito.. Una volta riscoperta abbiamo potuto lavorarci con calma, senza pressione, e abbiamo infine trovato la forma che volevamo.

Nonostante anche il tuo ultimo singolo stia viaggiando molto bene, ad oggi il tuo pezzo più ascoltato sulle piattaforme streaming è “Santa pazienza”, un brano del 2018. quale credi sia stato il segreto che ha permesso a questa traccia di raggiungere così tante persone?

Non riesco ancora a capirne il segreto in realtà… Ci sono brani che viaggiano da soli e da soli raggiungono tante persone. Ognuno può trovarci dentro la propria storia e farsi consolare nei momenti più difficili.

Torniamo per un attimo al tuo album “E uscimmo infine a riveder le stelle”. Quanto è stato fondamentale il lockdown nell’economia del progetto? Sicuramente ha inciso a livello emotivo, ma probabilmente ti avrà anche dato modo di lavorarci con estrema (e tangibile) cura…

Tutto e’ iniziato nell’autunno del 2019.. È arrivata “Io sono Marco”, un brano che mi ha davvero spinto oltre le mie massime capacità a livello emozionale e di scrittura. Quella canzone ha condizionato il mio mondo portandomi a guardarmi molto intorno e ha toccare le parti più dolorose della nostra esistenza parlando di morte, sogni infranti e ingiustizie… Il lockdown mi ha dato più tempo per riflettere e per aggiungere materiale ai miei pensieri. La nostra condizione così legata a un filo mi e’ apparsa chiara e indifesa ma mi ha poi diretto verso un uscita salvifica e positiva.

La traccia di apertura “Io sono Marco” racconta dei problemi cognitivi di un bambino, trattati con molta sensibilità: è un qualcosa che hai vissuto da vicino?

Mi sono imbattuto nella storia di Franco e Andrea Antonello,nel romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” e mi si e’ aperto un mondo che non conoscevo: l’autismo e lo spettro autistico. Le difficoltà delle famiglie, l’assenza delle istituzioni; ne ho parlato subito con Guido Guglielminetti, che segue la mia produzione, il suo aiuto ed il suo punto di vista sono stati fondamentali per la riuscita del pezzo… Mi sono quindi documentato, ho fatto tanta ricerca e alla fine ho convogliato tutto in questo bambino immaginario di 10 anni che ho chiamato marco e ha preso davvero vita davanti a me all’istante.

Ultima domanda, prima di salutarci: cosa dobbiamo aspettarci nel 2024 da Massimo Stona?

Inizierò a lavorare sul nuovo materiale e spero di poter pubblicare un nuovo album entro la fine dell’anno… Un disco dove vorrei mischiare acustica ed elettronica, molto “suonato” e quindi con un approccio più ” live in studio”.

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *