
Andrea Marchesino torna con “Gargano Blues”, un progetto discografico che racchiude l’essenza più viscerale del promontorio pugliese celebrato attraverso un viaggio sonoro fatto di blues, folk, sperimentazione e rock. Affiancato da musicisti di straordinaria esperienza come Danilo Gallo e Matteo Nocera, il chitarrista classe 1995 si propone con l’intento di trasportare l’ascoltatore tra le polverose strade dell’entroterra garganico e le scogliere battute dal vento.
Fin dal brano d’apertura, “Cielo e Terra”, si percepiscono nette venature country, blues e western: una dichiarazione d’intenti che sembra quasi voler farci comprendere con immediatezza il tono narrativo dell’album. “La vacca”, con la partecipazione di Marta dell’Anno e Antonello Iannotta, gioca su un andamento serrato e quasi dialogico, mentre “Selce” ipnotizza con un perfetto equilibrio tra strumenti, ciascuno ricoprendo un ruolo essenziale nella costruzione sonora.
“Litoranea” è forse il brano più rock del disco: gli assoli di chitarra emergono con forza su di una struttura melodica che mi ha ricordato le colonne sonore di Buck Owens ed il relativo filone americano degli anni ’60; a seguire, “Lento Andare” offre una dimensione più riflessiva, che accompagna l’ascoltatore in un viaggio mentale lungo e immersivo. “Radio Ghetto” rappresenta l’episodio più narrativo, con lo spoken word di Jack Spittle che mi ha riportato alla mente “The Activist” dei Marc Ribot’s Ceramic Dog: un monologo ipnotico, che risulta però forse troppo reiterato rispetto agli standard messi in atto all’interno dell’album fino a questo momento.

La seconda parte di “Gargano Blues” si apre con un’altra lunga opera: “San Michele” parte piano, anzi pianissimo, fino a un crescendo di ritmiche volutamente asimmetriche. “Saint’Mnà” riporta il disco su binari rock ‘n’ roll con un’impostazione energica e diretta, mentre “Settembre”, impreziosito dall’armonica di Yeore Kim, dimostra quanto un singolo strumento possa mutare profondamente i connotati di un pezzo. “San Michele (reprise)” si propone come una versione concentrata e con maggiori digressioni rock del settimo brano, riprendendo le sue sonorità in una forma più contenuta ed essenziale; infine, “Non fa niente” chiude il disco con una malinconica chitarra, restituendo all’ascoltatore tutta la nostalgia e il romanticismo della terra che Marchesino omaggia con questa sua opera.
Il lavoro di produzione e arrangiamento in “Gargano Blues” è impeccabile: grazie anche ai suoi collaboratori Andrea Marchesino, in questo lavoro, si conferma come uno dei chitarristi più autentici del panorama nostrano contemporaneo. La capacità di alternare momenti di pura energia a pause introspettive, senza perdere mai l’identità del progetto, rende quest’ album un lavoro musicale ricco e multiforme che, tra mare e sentimenti, riesce a cattura perfettamente l’anima di un Gargano ancora indomabile, proprio come i protagonisti di questo progetto.








