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Angelina Mango – pokè melodrama | Recensione | Primo Ascolto

Il pokè è un piatto tipico hawaiano, noto per avere al suo interno una serie di ingredienti diversi tra la loro ma compatibili nell’economia della pietanza stessa. Nel suo intento, Angelina Mango ha voluto riportare in musica tale concetto, aggiungendo la sua impronta stilistica sempre più riconoscibile e riconosciuta, la stessa che gli ha permesso, nel giro di pochi mesi, di cambiare radicalmente la sua vita: dalla vittoria ad Amici a quella del Festival di Sanremo, fino all’ottimo risultato ottenuto all’Eurovision Song Contest, che l’ha fatta conoscere anche fuori dai nostri confini.

pokè melodrama“, il primo ed attesissimo album di Angelina Mango, ha visto la luce ieri, carico inevitabilmente di aspettative e con l’ambizione di smentire i suoi detrattori, che vedono nella figlia d’arte la raccomandata di turno. Perchè si sà, l’invidia è una brutta bestia, ed è capace di insinuare dei paraorecchie in base alla simpatia personale: spesso restiamo sbigottiti di fronte agli attacchi verso questa ragazza di 23 anni, a cui la vita ha donato tanto ma anche tolto molto.

Il progetto si apre con “gioielli di famiglia”, un brano introspettivo e di rivalsa che racconta appunto il bisogno di spensieratezza di una ragazza che ha da poco passato l’adolescenza, ma con addosso fin troppe aspettative. Segue “melodrama”, un pezzo molto fresco nel ritmo, che ricorda l’attitudine contaminata, gitana ed orientaleggiante di Mahmood: un ponte tra i sogni di una vita meno ordinaria e la realtà di un successo inaspettato, ma necessariamente da gestire.

Dopo “la noia”, il brano che ha vinto il Festival di Sanremo, incontriamo in più significativo dei featuring in “uguale a me” con Marco Mengoni: qui le voci dei due artisti s’intrecciano soavemente, per raccontare la storia di un rapporto tanto forte quanto complicato, che poggia proprio sulla solidità e sugli intenti comuni. Seguono “crush”, dai ritmi urban e ballabili, e “smile”, che ha invece un attitudine pop – r’n’b con delle liriche che espongono nuovamente le necessità di una ragazza comune: sorridere, viversi la vita e godersi le proprie amicizie, senza che nessuno possa impedirglielo.

“diamoci una tregua” con Bresh, con la chitarra protagonista tanto quanto gli artisti coinvolti, racconta invece la rassegnazione di un rapporto logoro, in cui si è stufi anche di farsi la guerra: forse amarsi sul serio è l’unica soluzione. “edmund e lucy” è la canzone più toccante ed intima, che racconta lo stretto legame con il fratello: qui emergono tutte le fragilità di Angelina e la complessità dei rapporti famigliari, scandite da un pianoforte suonato magistralmente proprio da Filippo Mango.

Con “cup of tea” la protagonista si destreggia in maniera egregia su sonorità funky, pop e dance prodotte da Andry The Hitmaker, puntando il dito contro gli hater e contro chi dispensa inutili consigli; “una bella canzone” è una ballad che racconta le difficoltà sentimentali, con tanta voglia di superarle, mentre”fila indiana” ricorda la scrittura di Madame: qui il brano scritto da Angelina sembra redatto da una donna vissuta, quasi d’altri tempi, e mette in mostra tutte le abilità cantautorali della giovane Mango.

“invece sì” con Dani Faiv è un pezzo contro le privazioni che la vita comporta, soprattutto quella di Angelina costantemente sotto i riflettori; l’ospite è però, in questo caso, fuori dalla zona di comfort e piuttosto sottotono. “che t’o dico a fa’” è uno dei singoli che ha anticipato l’uscita dell’album: parla delle decisioni prese di pancia: ma è sempre giusto seguire il cuore? “another world”, ultimo brano dell’album in collaborazione con Villabanks, ha un ritmo reggaeton lento e cattura l’atmosfera di un viaggio: forse lo stesso in cui ci ha voluto trasportarci Angelina con questo lavoro.

In definitiva “pokè melodrama” è assolutamente un buonissimo lavoro, che ricalca tutto ciò che dovrebbe possedere progetto di successo: doti vocali, originalità ed un livello delle produzioni all’avanguardia, dove ogni aspetto esalta gli altri in maniera complementare. Angelina Mango ha dimostrato, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che questo mercato discografico è il suo habitat naturale, alla faccia di chi le vuole male.

 

 

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