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ANNA – VERA BADDIE | Recensione | Primo Ascolto

A detta di molti, colleghi compresi, la giovane ANNA dovrebbe essere colei che riuscirà a portare ad un livello superiore il rap italiano al femminile. Le aspettative sulla 20enne si sono accese grazie ad un flow invidiabile, che fin da”Bando”, il suo primo singolo datato 2020, ha convinto la Universal a puntare forte su di lei. 

 

Una scommessa stravinta: basta dare un’occhiata alla folta lista di certificazioni per capire di avere di fronte un vero e proprio crack, perfetta per un mercato discografico forgiato da TikTok e derivati. Al tempo stesso, uscire con un album non è come uscire con un singolo: serve un filo conduttore, soprattutto a questi livelli, per non rendere il progetto un’accozzaglia di brani.

 

Da “VERA BADDIE“, nome del suo primo long play, ci aspettavamo un lavoro cazzuto, incazzoso ed esuberante, come suggerito dal titolo. In realtà, ciò che auspicavamo è andato un po’ a perdersi con il trascorrere dei pezzi, forse troppo temprati dal periodo estivo che porta inevitabilmente a poggiarsi su banalità testuali e melodiche. 

ANNA sa innegabilmente rappare, e lo dimostra più volte: basta ascoltare il brano d’apertura e di chiusura dell’album per togliersi ogni dubbio, oppure la collaborazione con Artie 5ive. Allontandosi dalla zona di comfort, purtroppo, perde di efficacia lirica, ed il problema è che queste “sperimentazioni” occupano piu della metà del progetto.

 

Le noti più dolenti arrivano proprio da alcuni featuring: quello con Niky Savage in “TT LE GIRLZ”, ad esempio, è evitabilissimo, oppure “HELLO KITTY” con Sillyelly, che avrebbe potuto mettere in risalto un genere sottovalutato come l’hyperpop ed invece sembra un pezzo de Il Pagante; promosse, invece, le collaborazioni con Guè, Lazza e Tony Effe.

 

Caratteristica dominante del lavoro è il costante inserimento di parole chiave in lingua inglese, che potrebbeero rendere l’album fruibile anche fuori dai nostri confini. Anche se il progetto streammerà tanto, la nostra speranza è che ANNA non si sieda sugli allori: il suo illimitato potenziale dovrà farsi accompagnare da un’attitudine diversa, se vuole davvero essere riconosciuta come la “VERA BADDIE” del rap italiano.

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