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ANTEPRIMA – WRONGONYOU – MILANO PARLA PIANO [RECENSIONE]

Lo scorso mercoledì 9 ottobre siamo stati invitati da Carosello Records all’ascolto in anteprima del nuovo album di Wrongonyou, cantautore romano da tempo trapiantato a Milano.
Veniamo ricevuti in una confortevole stanza del Base di Milano, dove oltre ai rappresentanti della nota etichetta troviamo lo stesso artista, da subito disponibile a scambiare qualche battuta per ottimizzare e favorire l’ambientamento mio e dei miei colleghi.

Wrongonyou è Marco Zitelli, 29enne cantautore moderno, talentuoso e con una caratteristica fondamentale che lo contraddistingue: la personalità.
“Milano parla piano”, il suo nuovo album, è il primo cantato in italiano, nonostante il successo ottenuto con i primi progetti in lingua inglese: ad esempio “Killer”, ultima traccia estratta dal suo lavoro più celebre, “Rebirth”, ha sfondato da parecchio i due milioni di streaming, oltre ad essere diventata la colonna sonora di una celebre serie tv su Netflix. Mica male, insomma. E poi apparizioni tv, cinema… insomma, Marco oltre ad essere un’artista dalle capacità evidenti si è da sempre dimostrato un personaggio poliedrico. 

Ma ora silenzio in sala, parte l’album.
La prima traccia è “Atlante”, brano che può vantare la collaborazione di Alessandro Raina ed uno dei producer attualmente più importanti ed influenti, Dario Faini alias Dardust: ne esce un lavoro un pò soul e un pò R&B, che descrive la forte influenza emotiva ed energia positiva che può trasmettere il partner; segue “Calma calma”, dove Marco con freschezza dichiara guerra alla frenesia ed all’impulsività: le metriche del pezzo sono sviluppate con efficacia e qualità contemporanea.

“Solo noi due” è uno dei due brani che ha anticipato l’album, dall’attitudine rock, intensa e sincera: i protagonisti si rivelano innamorati della quotidianità che scandisce la loro storia, vivendo con la smania di passare nuovamente del tempo insieme; l’altro singolo antecedente al progetto è l’orgogliosa “Mi sbaglio da un pò”, che invita a fare tesoro dei propri errori invece di abbattersi. 

Subito dopo incontriamo la title track dell’album prodotta dal mentore degli Articolo 31, quel Fausto Cogliati recentemente definito come “il più importante produttore discografico dell’ultimo decennio”: in  “Milano parla piano” il mood del progetto s’indirizza verso testi più introspettivi e malinconici, che raccontano in questo caso di dissidi di coppia con cornice la città meneghina; “Più di prima”, sesta traccia dell’album, ci racconta di quanta esperienza ci possa trasmettere il soffrire, nell’ottica di migliorare la qualità della propria vita: il pezzo è il più sentito e personale dell’album, grazie ad un testo intrinseco e profondo.

“Perso ormai” è una ballad che calza a pennello nella cronologia dell’album, dove si fotografa l’abbaglio subìto dell’autore nell’ esporsi con troppa confidenza al mondo: anche qui la nostalgia dilaga, ma in maniera giudiziosa; “Ora”, ultima traccia dell’album”, è invece la più profonda e riflessiva dell’intero progetto: Marco (autore unico del testo) realizza di dover trarre il meglio dalle esperienze accumulate nel corso della vita, raccontandocelo in modo meditativo ma pienamente condivisibile. 

In definitiva possiamo affermare che “Milano parla piano” è un progetto che ci ha entusiasmato, grazie ai suoi testi piuttosto diretti ma soprattutto al suo sound moderno, che segue quella sterzata stilistica iniziata lo scorso febbraio con Mahmood. Ci è piaciuta inoltre l’impronta di consapevolezza impressa sul progetto dall’artista, confermata dalle sue risposte sincere e motivate alla fine dell’ascolto.
A proposito, per i puristi affezionati al “vecchio” Wrongonyou: non spaventatevi, il cambio di lingua è parte del suo percorso artistico, ma l’inglese non è stato assolutamente sotterrato, anzi, accompagnerà sicuramente le esibizioni future del cantautore e non è detto che possa ricomparire in qualche progetto futuro più remoto. Sì, remoto, perchè Marco tra le tante curiosità che ci ha rivelato ha dato lumi riguardanti il suo futuro discografico: tanti brani (in lingua italiana) sono già pronti, e potrebbero vedere la luce molto prima di quanto possiate immaginare. 
Bravo Wrongonyou e bravi i ragazzi della Carosello, che hanno creduto in un progetto che poteva far sorgere più di un dubbio e che invece può rivelarsi la mina vagante dell’ultimo trimestre di questo 2019.

TRACCIA PREFERITA: SOLO NOI DUE

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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