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Apollo & Spaghetti Unplugged: un binomio sinonimo di qualità [LIVE REPORT]

 

Quando si entra all’Apollo e c’è Spaghetti Unplugged si percepisce nell’aria: c’è il brulicare di gente che ha voglia di passare una serata alternativa all’insegna di nuova musica ancora da scoprire, si percepisce l’hype e la voglia di gridare insieme un ritornello inedito sotto palco.

 

Questa edizione di Spaghetti si apre come sempre con il classico open mic, format ormai collaudato in cui tutto scorre secondo i piani. Cantautori di diversa provenienza ed esperienza si alternano sul palco suonando due brani ciascuno, ricreando l’effetto apertura e riscaldando quindi il pubblico in attesa dei guest della serata. L’open mic è forse la mia parte preferita dell’evento: la selezione degli artisti che si succedono sul palco è da sempre affidata al caso secondo il metodo dell’estrazione, offrendo quindi la possibilità di scoprire gemme nascoste tanto quanto progetti non del tutto a fuoco. Una dinamica democratica, che rende il pubblico interattivo: sono abbastanza sicura che almeno il 60% degli spettatori guardano il concerto sentendosi pronti a scommettere sul potenziale di quello o quest’altro artista in base a ciò che sentono ed al loro gusto personale.

Al termine della kermesse degli artisti selezionati per l’open mic giungiamo finalmente agli attesissimi ospiti speciali della serata: Marta Tenaglia, Svegliaginevra, Hu, un trio di donne con le idee chiare ed un mondo sonoro ben definito.

Marta Tenaglia ci accoglie portando sul palco la sua identità di creativa dal carattere da attivista, saluta il pubblico con un “Ciao a tuttu” (desinenza impersonale per rispetto della non identificazione di genere) che colpisce subito come una chiara definizione di ciò per cui l’artista lotta anche grazie alla musica. Con tre pezzi l’artista dichiara, senza indugi, il suo manifesto musicale, crea una palette di suoni ben definita da sonorità eteree ed al contempo terrene. Accompagnata in trio da batteria e synth/sequenze, Marta si presenta raccontandoci tre dei suoi brani cardine includendo un curioso mash up con un paio di cover dei primi anni 2000 dal sapore tutto nostalgico e calzante rispetto al progetto.

Segue Svegliaginevra, che con la sua chitarra acustica, da brava cantautrice fa cantare tutto l’Apollo senza paura di prendere controllo del pubblico che conosce i suoi brani e non indugia a seguirla nei suoi ritornelli orecchiabili.
Le canzoni sono fresche, parlano di noi e di lei e questo spirito di identificazione e naturalezza è la carta vincente di un’artista che ha iniziato a farci scoprire la sua musica da un bel pò e che sta facendo il suo percorso artistico egregiamente.

In conclusione della serata c’è Hu, reduce dall’esperienza Sanremese: potevamo temere l’effetto diva ed invece Federica si presenta con la più umile delle anime, la voglia vera di comunicare e cantare a chi ha voglia di ascoltare. Da sola si prende il palco controllando il suo live con mani sulle tastiere, moog, basi e piatti; un mix di elettronico ed organico che ha reso alla perfezione l’idea di suono di un’artista che ha fatto la sua strada e ne ha ancora all’orizzonte.

Immancabile la deliziosa spaghettata di mezzanotte per darci il boost necessario per continuare la serata in compagnia della Spaghetti band, un collettivo carico di energia e voglia di far ballare tutti noi che abbiamo immagazzinato energia trasferita da tutti questi artisti che si sono succeduti sul palco. Spaghetti diventa sempre più un’istituzione, una garanzia di successo e un hub per chi ama la musica originale e vuole scoprire le nuove tendenze musicali prima che siano sulla bocca di tutti.

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