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Ariete -Specchio [RECENSIONE]

Arianna Del Ghiaccio, in arte Ariete, è una delle voci manifesto della generazione Z. Negli 11 brani che compongono “Specchio”, primo album della giovanissima cantautrice per Bomba Dischi, parla di sé e del mondo che ha imparato a conoscere, e attraverso la sua voce delicata ed i sound tipici del bedroom pop cerchiamo di comprendere meglio questa generazione che si presenta sempre più apatica e disillusa (non a caso il primo brano è intitolato “Giornate noiose”).

“Le mie braccia sono un luogo in cui potrai ripararti”, racconta in “Cicatrici” feat. Madame, trattando il tema sempre più attuale della depressione, altro strascico di questi anni passati a mettere la vita in pausa; in “Castelli di lenzuola”, prodotta da Michelangelo, Ariete canta che “Siamo solo 8 miliardi di persone spoglie” e individuiamo la ricerca costante dell’amore e dell’affetto in generale, in questi momenti in cui le crisi sembrano essere all’ordine del giorno, come uno dei fili conduttori che collega i brani, spezzato forse solo dalla ballad acustica “Specchio (interludio)” che parla sempre d’amore, ma verso sé stessi: Ariete suggerisce di guardarsi dentro e perdersi, di riuscire prima ad amare noi stessi per essere in grado di estendere questo amore verso un’altra persona.

In contraddizione con “Avviso”, in cui “mi innamorerò di te, ogni volta che non avrò niente da fare”, denotando una paura di lasciarsi veramente andare mentre cerchiamo questo sentimento profondo dentro persone temporanee. “Fragili” insieme a Franco 126, anche co-autore di “Iride” che chiude il disco, unisce due diverse generazioni che condividono la fragilità sentimentale che li contraddistingue, fatta di false promesse e cuori spezzati, di cadute e di ricordi felici, mentre cerchiamo di imparare dopo l’ennesimo sbaglio (spoiler: non lo faremo mai).

Ariete è passata da “nuova scoperta” ad “artista affermata” in pochissimo tempo e il suo timbro dolce e sospirato ci racconta “Specchio” quasi come se fosse una favola della buonanotte: non importa la nostra età, perché chiudendo gli occhi rivediamo noi stessi inciampare nel passato e ci perdiamo nei ricordi di quando non eravamo neanche ventenni.

TRACCIA PREFERITA: Cicatrici

 

TESTI
4.2/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4/5

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