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Articolo 31 – PROTOMARANZA | Recensione | Primo Ascolto

Così come successe con l’album dei Club Dogo, il nuovo degli Articolo 31 è uno di quei progetti che ho atteso con maggiore trepidazione in questi ultimi anni: troppo forti i sentimenti che mi legano a J Ax e Dj Jad ed al loro percorso artistico, nonostante non ne abbia sempre condiviso tutte le scelte.

PROTOMARANZA” arriva ad oltre vent’anni di distanza da “Italiano Medio”, l’ultimo progetto condiviso dai due artisti: un’eternità, nel vero senso della parola. Questo aspetto ci ha posto quindi di fronte a dei grossi dilemmi: cosa aspettarsi dal ritorno degli Articolo? Avranno ancora la cazzimma dei tempi migliori? Ci sarà tanto spazio per il rap?

Andiamo con ordine: Ax va per i 52 anni, mentre per Jad a dicembre saranno 58 primavere; difficile dunque aspettarsi un progetto sfrontato e cazzuto se guardiamo la carta d’identità, anche se i limiti anagrafici nella musica contano relativamente. Sì, anche nel rap: lo statunitense Killer Mike ha vinto pochi mesi fa tre Grammy Awards all’età di 50 anni, portandomi alla memoria ciò che affermò Luchè in un brano di qualche anno fa, “Il Sorpasso”: “Il Rap non è calcio / più cresco e meglio lo faccio”.

Dunque Ax, da buon precursore e capostipite, si ritrova a confermare questa attitudine, anche se ha spesso attinto al pop negli ultimi anni. I singoli che hanno preceduto questa uscita sono stati, sotto questo punto di vista, piuttosto variegati: si è passati dalla nostalgica “UN BEL VIAGGIO”, il brano sanremese che ha sancito la loro reunion, a “FILOSOFIA DEL FUCK-OFF” (non incluso nell’album), che mi gasò molto, poi passando per un altra bella mina come “CLASSICO” a concludendo con “UNA COSA BENE” con i Coma_Cose, che non mi fece impazzire. Difficile, dunque, prevedere cosa aspettarsi.

“PROTOMARANZA” si apre con “INTRO (SPETTIVI)”, un brano dai toni conscious che racconta la parte più buia degli Articolo 31, quella fatta di difficoltà personali che spesso non vengono considerate quando si parla di loro; segue “PEYOTE”, con la collaborazione di Fabri Fibra e Rocco Hunt: si tratta di una tipica hit estiva, in cui tutti i chiamati in causa svolgono egregiamente il loro compito ma senza regalarmi quel “Wow” che ho esclamato alla lettura del featuring, soprattutto per la presenza del rapper di Senigallia.

Il mio giudizio cambia radicalmente all’ascolto di “COME GODO”, con un Jake La Furia in splendida forma: rap is back, con somma soddisfazione di puristi ed affezionati. La successiva “SCUSI MAESTRA” e un remake di “A pugni con il mondo”, uno dei vecchi brani degli Articolo a cui sono maggiormente affezionato: Tedua e lo stesso Ax riescono ad implementare il carico emozionale di quel pezzo, regalandomi un inaspettata lacrima. “CONTRABBANDO”, con Neffa, porta con sé venature funky-reggae ed una critica sociale velata ma efficace, con una bella strofa rappata dell’ex membro dei Sangue Misto (che sembra averci preso decisamente gusto).

“NON FINISCE MAI (LA SCUOLA)” assume ai Pinguini Tattici Nucleari è un pezzo contro i pregiudizi, in cui il frontman della band bergamasca unisce (con qualche fatica) il suo stile a quello di Ax e Jad, con un leggero imprinting rock che viene implementato nella successiva “CHI SE NE FREGA DI NOI”: un brano che analizza con rabbia le maldicenze sul loro percorso, tra parallelismi con il mondo attuale e prese di posizione significative. È di nuovo l’ora di scatenarsi con “NON HO VOGLIA (DISCO PARTY)”, in collaborazione con una magistrale Nina Zilli: un’altra papabile hit estiva, che ci riporta i sentori di “Tranqui Funky”.

Un ottimo Guè e la voce campionata di Iva Zanicchi fanno da sparring all’interno del brano “NEL DRINK”: una riflessione amara sulle realtà della vita moderna, dove i valori autentici sono spesso soffocati dal consumismo e dall’isolamento sociale. La voce della segretaria del PD Elly Schlein ci introduce in “LIBERTARIO SURF”, dove incalzanti sonorità rockabilly fanno da contorno ad un testo che rivendica la marea di contraddizioni, politiche e non, che permeano le nostre esistenze. Nelle magistrali liriche di “ELITE” Ax si pone come una figura elitaria che controlla vari aspetti delle nostre vite, dalla moda alle finanze, e critica la tendenza delle persone a cercare costantemente più ricchezza e fama: avidità e materialismo vengono presi di mira sotto ogni aspetto, regalandoci una delle critiche sociali più sensate degli ultimi tempi.

“VAFFANC*LO PAPÀ” è un ironica analisi dell’educazione attuale, rapportata ai tempi moderni e molto in linea con gli ultimi lavori di J Ax da solista; “LA FIERA DEL CRINGE”, con LA SAD, presenta una nuova critica alla cultura contemporanea, questa volta paragonata agli idealismi di un tempo. La zarrissima “RARRA”, su una base EDM molto carica, ripercorre invece l’epoca in cui gli Articolo 31 erano considerati un po’ il simbolo della trasgressione: un pezzo che farà sicuramente saltare in aria il pubblico ai prossimi live.

Prima della chiusura, composta dai tre singoli citati ad inizio della recensione, troviamo l’ultimo featuring, quello con Bugo in “IO MI ROMPO”, e “CONTADINO”: una narrazione intensa che attraversa diverse generazioni e periodi storici, raccontando la storia di un uomo che ha vissuto molteplici vite e che forse avrebbe meritato una tonalità più introspettiva ed una voce meno pitchata.

In conclusione, “PROTOMARANZA” lo considero un ottimo prodotto discografico, che punzecchia le inevitabili esigenze del mainstream da cui comunque si lasciano forgiare ma con un occhio di riguardo verso quel rap che li ha resi tanto celebri. A livello produttivo è un prodotto impeccabile, così come a livello lirico: i testi mettono in piazza con disincantazione la maturità di chi ne ha viste di ogni, senza il timore di prendere una determinata posizione o di esporre qualsiasi tipologia di critica. Bentornati, Articolo.

 

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