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Bartolini – TILT | Recensione | Primo Ascolto

Partiamo da un piccolo presupposto o, se preferite, una confessione: ogni qualvolta mi trovo a parlare di Bartolini devo ammettere di avere una sorta di bias positivo nei suoi confronti. Non perché raccomandato da chissà chi o amico nostro, anzi: proprio due anni fa l’agenzia che lo seguiva ci comunicò il suo rifiuto ad una nostra intervista perché “troppo ingolfato”, il che fece parecchio incazzare il responsabile di Primo Ascolto.

Tolto questo aneddoto, il motivo per cui siamo qui a parlarne sono puri meriti suoi: in carriera ha dimostrato infatti a più riprese di essere tra gli artisti più abili nel farsi portavoce, da “BRT Vol.1” ad oggi, dei disagi di un’intera generazione. “Bart Forever”, non a caso, l’avevamo definito proprio un “manifesto generazionale”.

Definizione che mi sento, dunque, di ribadire anche in occasione di “TILT”, il suo nuovo album pubblicato da Carosello Records lo scorso 12 aprile. Da bravo “sequel” del suo predecessore, quest’ultimo LP riconferma ampiamente le qualità di storyteller sopracitate, spostando però leggermente in avanti nel tempo il focus principale. L’ottica è ancora una volta orientata sul passato, ma se in “Bart Forever” veniva raccontato in chiave fortemente nostalgica, quasi come questo fosse il suo unico rifugio, oggi Bartolini si sofferma più sulla propria crescita.

È proprio la realizzazione del confronto con la vita adulta, da lui avvertito più che mai in quest’ultimo anno e mezzo, a far da “fil rouge” che collega le 12 tracce di cui si compone il disco. Delle montagne russe di emozioni, tra picchi creativi e crisi personali, che iniziano con l’ansia della presa di coscienza di “Smettila”, toccano le vette più virtuose e struggenti in “ADHD”, “Paris, McDonald’s”, “Non eri tu” e si frenano alla perfezione negli ultimi secondi di “Heath Ledger”, mandando a f***ulo ogni tormento.

Molto graditi anche i featuring proposti: “Bugie” sa di definitiva garanzia per il duo con Lil Kvneki, evidentemente consolidatosi alla grande nell’esperienza con gli American Boyfriends; “Chicco”, dove Bartolini collabora per la seconda volta con Tripolare dopo “Ragnatela”, è invece il banger da live di cui “TILT” aveva bisogno: non vediamo l’ora di sentirlo sul palco il prima possibile.

Traccia Preferita: “ADHD”

 

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