
Con “L’IMPERATRICE”, Beba consegna al pubblico il suo progetto più maturo e ambizioso fino a oggi: un concept album ispirato ai tarocchi che ruota attorno all’omonimo Arcano Maggiore.
L’Imperatrice simboleggia creatività, femminilità, sensualità, abbondanza, autostima e potere personale.
Proprio da questo simbolo Beba ha sviluppato un lavoro originale, in cui ogni brano corrisponde a un tarocco differente. Come una cartomante, l’artista guida l’ascoltatore in un percorso intimo, offrendo traccia dopo traccia una lettura personale.
Come ci ha raccontato durante la presentazione alla stampa, Beba è da sempre appassionata di esoterismo e da almeno tre anni aveva in mente di realizzare un progetto legato proprio a questo arcano maggiore. Ad accompagnarla in questo viaggio ci sono alcuni featuring di spessore: Jack la Furia in “TRINITY”, Nitro in “SILENZIO” e la particolarissima voce di OMÄR in “PELLE PORCELLANA”.

Musicalmente il disco spazia dal rap più puro al pop, con influenze urban di vario tipo. L’autotune non viene usato come semplice vezzo per omologarsi alla trap, ma come strumento per sottolineare e accentuare la distanza emotiva nei brani più malinconici. Le tematiche variano infatti in modo netto: si passa da ego-trip intensi e potenti, di cui “IMPERATRICE” è il manifesto, a riflessioni più tristi e profonde, in cui Beba si mette in discussione con grande sincerità. Brani come “VELENO”, “PAROLE D’ODIO” e soprattutto la già citata “PELLE PORCELLANA” raccontano parti intime della sua vita, le sue visioni del mondo, le delusioni amorose e il percorso di rinascita dopo il dolore.
La grande peculiarità di questo album è l’originalità dell’idea di fondo. In un panorama in cui i dischi sono sempre più spesso mixtape o playlist camuffate, Beba ha creato un vero concept album coerente, maturo e profondamente intimo. Se con “Crisalide” aveva già raccontato se stessa ma senza una direzione del tutto definita, con “L’IMPERATRICE” offre un progetto compiuto e organico. Così facendo, Beba si eleva per qualità artistica al di sopra di un gioco a cui non vuole partecipare.

In questo senso, rappresenta l’esempio perfetto di artista femminile di cui la scena musicale italiana ha bisogno: forte e indipendente, ma allo stesso tempo sensuale e ironica. La sua femminilità non è costruita sulla patinata immagine da “bad bitch” né si erge a paladina di morali, ma nasce da un racconto autentico delle proprie forze e debolezze.
Insomma, Con “L’IMPERATRICE” Beba ha riscritto la sua personalissima storia, sfidando gli stereotipi con intelligenza senza mai trasformarsi in una macchietta del proprio stendardo.
Traccia preferita: “ATENA”








