
“Correvi nel vento” è un brano che conferma la direzione sempre più definita di Bianco Pastello, artista che negli ultimi mesi sta affinando identità, visione e capacità narrativa. L’introduzione del suo nuovo singolo, musicalmente evocativa e quasi ancestrale, apre subito uno scenario sospeso: un’atmosfera che richiama immagini ampie, quasi cinematografiche, coerente con quella sensibilità luminosa che avevamo già intravisto in “Jambo”.
Bianco Pastello sembra infatti avere un istinto naturale per le aperture emotive, per quei paesaggi sonori che ricordano vagamente le colonne sonore dei grandi colossal Disney, senza però scivolare nell’imitazione: è una sua cifra, una sua inclinazione spontanea. La collaborazione con Yuta, artista del Madagascar, aggiunge un tassello prezioso: il cameo di circa quindici secondi a metà brano, filtrato da un effetto megafono, si incastra perfettamente nel mood generale, ampliandone la visione. È un intervento breve, quasi rituale, che introduce un’altra lingua e un’altra vibrazione emotiva.

Solo nell’ultima parte, quando la voce di Yuta torna più nitida per altri quindici secondi, si percepisce davvero il timbro dell’artista malgascio, più caldo e definito: anche qui, è un dettaglio che arricchisce il brano senza rubare spazio, un inserimento che funziona proprio perché calibrato.
Rispetto al debutto con “Immagina”, pubblicato lo scorso anno in totale autonomia, la crescita è evidente: il timing è più sicuro, la produzione più curata, la struttura più fluida. Bianco Pastello sta imparando a gestire meglio i pieni e i vuoti, a dare respiro alle sue intuizioni melodiche, a costruire un racconto che non si inceppa.

È un percorso naturale, soprattutto per un artista che non nasce musicista di professione: la musica è una passione che coltiva con dedizione, mentre nella vita quotidiana è uno chef. Questa doppia identità, curiosa e genuina, si riflette nella sua scrittura: c’è sempre qualcosa di istintivo, di non addomesticato, che può diventare un punto di forza.
Ci sono margini di miglioramento, soprattutto nell’originalità dei testi e nella fluidità complessiva dei suoi racconti. Ma “Correvi nel vento” dimostra che la direzione è quella giusta: un brano che respira, che accoglie influenze diverse e che prova a raccontare un’emozione senza sovrastrutture, ma con tanta creatività.








