info@primoascolto.it

Blind – Popolari [RECENSIONE]

Blind, per chi non lo conoscesse, è un rapper proveniente da Perugia e conosciuto dal pubblico per essere stato tra i finalisti di X Factor 2020. Al talent esordì con “Cuore Nero”, un brano rap dove i suoni elettronici entrano in contatto con delle chitarre elettriche che ricordano quelle del pop rock di inizio anni 2000. Nelle strofe, il giovane artista appena ventenne racconta la fine di una storia d’amore, ma ciò che più cattura l’attenzione degli spettatori è il connubio tra le parole e il beat, in grado di alleggerire la tematica grazie al ritmo accattivante.
“Popolari” arriva dopo il successo ottenuto in seguito alla pubblicazione di alcuni singoli, e segna un’inversione di marcia rispetto a quanto fatto finora. L’artista, infatti, ha abbandonato le sonorità leggere per abbracciare quelle trap, trasformando completamente il suo personaggio. Del timido e introverso Blind è rimasto poco, lo stereotipo del ragazzo dal passato dal passato difficile ha preso il sopravvento, privandolo del fascino che conquistò il pubblico durante la messa in onda dello spettacolo televisivo. La traccia è un insieme di cose già sentite: le barre non offrono alcuno spunto di riflessione interessante, i flow somigliano a quelli dei colleghi affermati, così come l’utilizzo dell’autotune. Nemmeno la produzione ad opera di Santos riesce a risollevare le sorti di “Popolari”, che risulta impersonale e priva di originalità.
Le barre convenzionali riguardanti la povertà, il significato di famiglia e la lealtà non convincono, in quanto il rapper ha posto tra sé e il suo passato una barriera invalicabile. Dalla sua prima apparizione il suo modo di fare schivo ha suscitato interesse, però adesso la sua qualità più apprezzata si sta trasformando in una debolezza:l’interesse dei fan rischia così di sfumare, nel tentativo di un cambio di direzione che difficilmente lo premierà.

TESTI
2.5/5
MUSICA
2.5/5
ORIGINALITA'
2/5

Tags: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.