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Bob Rocket – Encelado [RECENSIONE]

Al giorno d’oggi ci stupiamo quando la NASA pubblica le registrazioni dei suoni catturati dalle sonde spaziali. Ma cosa succederebbe se proprio questi suoni diventassero materiali utili ai fini della composizione musicale?
La manipolazione del materiale sonoro-spaziale sta proprio alla base del nuovo disco di Bob Rocket, intitolato “Encelado”.
Come Dante trova in Virgilio la figura di guida per compiere il proprio viaggi, così Bob Rocket si avvale delle spiegazioni dell’astrofisico Amedeo Balbi, il quale, argomentando le diverse tracce del progetto, dà un forte carattere scientifico a ciò che l’ascoltatore va in contro.
Analogamente al percorso di Dante, “Encelado” rappresenta un viaggio alla volta del nostro sistema solare ma, a differenza dell’ascesa agli inferi, qui Bob Rocket non scende nelle profondità della terra, bensì ne esce completamente, allontanandosi sempre di più dal pianeta-casa, alla ricerca fantascientifica di significati lontani e reconditi sia della mente che dello spazio.
Il racconto dell’album si dipana attraverso sonorità Sci-fi ed elettroniche, dando un particolare risalto al tema del viaggio interspaziale. Le 8 tracce si amalgamano tra di loro in maniera perfetta, nonostante tragitto sonoro venga interrotto dalle spiegazioni dell’astrofisico che riesce ad imprimere un piccolo tocco di “umanità” a questo spazio infinito e immenso che è l’ Universo, sonoro e non.

TRACCIA PREFERITA: Enceladus

MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
4.2/5

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