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Bravura, umiltà e la giusta atmosfera: Mobrici incanta al “MA” di Catania [LIVE REPORT]

La sensazione che si prova a varcare nuovamente l’entrata di un club per assistere (finalmente) ad un concerto vecchio stile, senza le particolari restrizioni a cui ci siamo dovuti abituare in questi ultimi tempi, non è affatto facile da esprimere a parole.

L’eccitazione e la voglia di scatenarsi in mezzo alla gente sono decisamente preponderanti, ma, allo stesso tempo, non si può di certo nascondere che, dopo due anni in cui siamo stati abituati ad evitare un qualsiasi tipo di contatto con estranei, una certa ansia rimanga inevitabilmente sullo sfondo.

È così che lo scorso 16 aprile mi sono presentato al MA di Catania, noto locale della zona che di lì a poco avrebbe ospitato il concerto di Mobrici, ex front-man dei Canova alle prese con il suo primo tour solista.

Stesso luogo in cui, circa due anni prima, esattamente il giorno in cui venne resa nota la presenza del virus anche nella provincia catanese (che ambigua coincidenza), ho assistito a quello che, senza neanche rendermene conto , sarebbe stato il mio ultimo concerto per parecchio tempo.

Fu proprio al termine della primissima pandemia che iniziai ad ascoltare assiduamente, su consiglio di una persona a me cara, i Canova; le loro canzoni divennero quindi la mia personale colonna sonora dell’estate 2020 in cui poi, manco a farlo apposta, si sciolsero.

Ma torniamo ora ai giorni nostri: Mobrici porta per la prima volta in concerto “Anche le scimmie cadono dagli alberi”, un disco fortemente introspettivo con cui il cantautore ha ufficialmente inaugurato il suo nuovo progetto artistico e che non ha affatto disatteso le aspettative dei propri ammiratori.

Arrivo in discreto anticipo e, ringraziando alcuni gentilissimi ragazzi già presenti lì davanti da qualche ora in più di me, riesco a conquistare la tanto agognata prima fila.

Poco dopo, l’ottima apertura del giovane cantante catanese Cordio inizia a scaldare i presenti, che piano piano aumentano considerevolmente di numero, finendo per riempire interamente il locale.

Concluso l’opening e anche la leggendaria “Notte Prima degli Esami” di Venditti, che, come preannunciato da Mobrici stesso sui social, avrebbe segnalato il suo imminente ingresso sul palco, finalmente ci siamo.

Comincia lo spettacolo e l’inizio è davvero scoppiettante. Anziché perdersi in mezzo a presentazioni prolisse e inutili, Mobrici decide invece di presentarsi con stile: corre dritto verso il microfono al centro del palco, impugna la chitarra e si parte subito carichissimi con “CANALE 5”.

Come se non bastasse questa partenza così improvvisa a far gasare la platea, a seguire troviamo la malinconica “Manzarek” dei Canova: impossibile non cantare a squarciagola.

Il resto della scaletta vede poi la presenza dei restanti brani del suo primo album: spiccano decisamente le performance a dir poco sublimi e molto coinvolgenti di “AMICI COSÌ”, “TASSISTI DELLA NOTTE” e la strappalacrime “POVERO CUORE”, riarrangiata in una struggente versione piano e voce, così come per il toccante (e ormai ben noto) omaggio a Fabri Fibra con “Stavo pensando a Te”.

Non potevano di certo mancare anche alcuni dei più grandi successi dei Canova come “Threesome”, “Santamaria” e, per concludere in bellezza, la hit “Vita Sociale”, vissuta e cantata da Mobrici in mezzo alla folla, per poi tornare sul palco ed esclamare “MA SIETE PAZZI?!”. Un’ulteriore e sincera conferma dello stato di esaltazione totale del pubblico durante questa splendida performance, capace già fin dalla primissima canzone di far passare in secondo piano tutte le paranoie che ci pesavano sulla coscienza prima di entrare.

Sarà stata l’atmosfera incredibile, sarà stata l’emozione di essersela goduta dalla prima fila, a tu per tu con la bravura e l’umiltà di Mobrici e la sua band, ma non si può fare a meno di consigliare a tutti gli amanti della musica dal vivo un’esperienza così liberatoria, coinvolgente e piena di vita.

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