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Calvino – Astronave madre [RECENSIONE]

“Astronave Madre” è il nome dell’ultimo Album di Calvino: nove brani, presentati in un concept moderno, pulito, dall’impronta malinconica, in un continuum dato dall’idea del viaggio in una vita un po’ vissuta un po’ desiderata.
Calvino è consapevole e maturo, abbastanza da sapere che il suo viaggio su “Saturno” è solo un istante, e usa la sua mente come un ponte per mondi lontani, tanto lo sa, “mi sveglierò fra molto poco”. “Ricordi che non ho più”, impalpabili, evanescenti fatti di sensazioni d’infanzia e movimento nel tempo; “E tu” che ascolti sei trasportato da musiche strumentali sfumate tra batteria, basso e violino in un racconto d’immagini.
La mente razionale si contrappone al sentimento d’evasione verso tutto ciò che non conosciamo, ma che aspetta d’essere scoperto e vissuto.
Arrangiamenti studiati e sonorità solide restituiscono la personalità di Calvino, che “fra le onde si farà conoscere” . Non esiste realtà più vera di quella che si può pensare fra “Gli ospedali”, un’allegoria degli angeli, così come “il pianoforte è cura dall’insonnia e dalla morte”.
Una voce sensibile che restituisce “I nodi” di un mondo lontano, della notte madre di ogni riflessione.
Un Album che regala “2G” di vento, una boccata d’aria fresca fatta d’immaginazione ed evasione.
In fondo, “che male c’è” ?

TRACCIA PREFERITA: Gli Ospedali

TESTI
3.8/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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