
“COSA RESTERÀ DI NOI” è il secondo album dei CASPIO, e fin dalle prime note riconosciamo la loro impronta rock: un suono che ci accompagna lungo un percorso fatto di sincerità e introspezione, figlio di una generazione disillusa che ha nascosto i propri sogni nei cassetti per troppo tempo, fino quasi a dimenticarli.
Il progetto colpisce soprattutto per la sua onestà emotiva: i CASPIO non cercano pose, ma raccontano quello che siamo diventati, con le nostre paure e le nostre piccole rivoluzioni quotidiane. C’è una stanchezza che conosciamo bene, ma anche una voglia di rialzarci che torna sempre, quasi senza accorgercene.
Il disco si apre con la potenza di “CAMBIARE”: spesso i cambiamenti ci appaiono come salti nel vuoto, verso un ignoto che spaventa, ma a volte sono inevitabili. Non diremmo mai che siano facili, ma nell’evoluzione del pensiero e della vita riusciamo a trasformarci anche noi, e non è la fine del mondo. Eppure, chissà, “FORSE È TARDI” per decidere come affrontare la vastità di queste stelle cadenti che custodiscono i nostri desideri: non ci resta che andare avanti, tra graffi e cadute, lasciando indietro le promesse non mantenute. E forse, alla fine, questo è davvero un addio.

Fuggiamo dalle responsabilità, ma presto “TI MANCA L’ARIA”, e non sappiamo nemmeno perché. Alziamo sempre l’asticella oltre la nostra realtà: non ci basta più essere indipendenti, aver preso una laurea, aver seguito il percorso che tutti indicavano come corretto. Ma se non riusciamo più a sostenere questa quotidianità, cosa ci impedisce di cambiare davvero? Prima o poi riusciremo a scrollarci di dosso questa pelle che non ci appartiene più, e allora tutto cambierà. Anche per noi. Ci voltiamo indietro per dare “UN ULTIMO SGUARDO” ai ricordi che ci ritraggono: la spensieratezza di quegli anni ci colpisce con forza, e invidiamo quegli occhi attenti che non sapevano di vivere dentro una libertà destinata a svanire. Vecchi vestiti a cui non riusciamo a rinunciare, luoghi a cui diciamo addio ogni volta, solo per tornarci ancora, incapaci di farne a meno.
Ci tuffiamo nel mare ed è così “NATURALE” che non impareremo mai. Non c’è spazio per il nostro dolore: solo un vuoto disincantato che ci accoglie ogni giorno e ogni notte, facendoci precipitare sempre più giù, senza neanche più un Dio.
“DIMMELO ADESSO”: cosa resterà di noi, ora che le risate sono rimaste intrappolate in un passato cristallizzato che non possiamo più toccare, ma solo ricordare? E allora “INIZIAMO DA NOI”, ripartendo da un presente che speriamo ci assomigli più di prima.

I CASPIO ci invitano a “NON RESTARE QUI”, ma a partire, a staccare il cervello per un po’, a fuggire dalla routine dei weekend e dalla necessità di produrre sempre, a ogni ora del giorno: perché se non produci non consumi, e tutto si ferma. Ivo Bucci, voce e paroliere dei Voina, accompagna i CASPIO in “COME ME E TE”, ricordandoci che l’unica soluzione non è sparire, ma trovare qualcuno capace di riconoscere il nostro disagio, comprenderlo e aiutarci a superarlo, proprio come noi facciamo con loro. Nell’identificazione reciproca riusciamo a unire le forze per affrontare questo mondo folle, che non ci permette più di vivere in modo stabile. Non dobbiamo arrenderci, ma continuare a combattere insieme. Chiude il disco “MA TU CI PENSI MAI?”, una domanda semplice e diretta dove la risposta, inevitabilmente, è sempre sì.
Con “COSA RESTERA’ DI NOI”, i CASPIO confermano una linea musicale potente e decisa, capace di unire fragilità e introspezione, riflettendo l’anima umana attraverso i dubbi esistenziali di un’intera generazione. E noi, ci pensiamo mai davvero a cosa resterà di buono?
Traccia preferita: TI MANCA L’ARIA








