
Charlie Charles, pseudonimo di Paolo Alberto Monachetti, è considerato uno dei pionieri della trap italiana: la sua collaborazione con Sfera Ebbasta ha segnato l’ascesa del genere nel panorama musicale nazionale, ridefinendo il suono urban dello scorso decennio. Con produzioni innovative e uno stile distintivo, ha influenzato un’intera generazione di artisti, alcuni dei quali oggi si ritrovano oggi all’interno de “La bella confusione”: un titolo emblematico (ed enigmatico) scelto per il primo album del producer, tornato in scena in punta di piedi quasi senza voler disturbare nessuno ma conscio, però, dell’attenzione che i suoi fan in particolare gli avrebbero dedicato.
Il progetto è composto da 10 pezzi in tutto, con collaborazioni piuttosto diversificate: dallo stesso Sfera Ebbasta nel brano “Una volta in più”, passando per Nayt in “Autoritratto” o Massimo Pericolo in “Superstite”, fino ad arrivare a due delle voci italiane più belle fra le nostre cantanti: Elisa, insieme a Madame, in “Ti chiamerò amore”.
Ma cos’è “La bella confusione”? È un progetto dove Charlie Charles si apre al suo pubblico come non aveva mai fatto prima d’ora. Il disco inizia con una citazione proveniente da “8½” di Federico Fellini: comprendiamo subito che ci troviamo di fronte ad un progetto intimo e introspettivo, in cui l’artista vuole capirsi e raccontarsi. Proprio come testimoniato dall’intermezzo di “Paolo”, dove l’artista dialoga con un bimbo che lo interroga, ponendogli domande sulla sua carriera, sul disco, sul suo significato e sulle motivazioni che lo spingono a vivere e produrre la sua arte.

E Charlie risponde, si racconta e scambia con lui punti di vista sull’esistenza, sul senso di tutto quanto e sulla paura. La paura come ostacolo più grande che, però, dev’essere superata per affrontare la vita: perché il bimbo con cui parla è proprio lui, e questo dialogo con il suo io più profondo e intimo è l’architrave di tutto il disco.
Parlando delle sonorità e delle basi prodotte da Charles è innegabile non notare la bravura e la capacità, multiforme, di adattarsi splendidamente ai diversi stili degli artisti che lo accompagnano, plasmando la sua arte al servizio della loro: dall’incredibile grinta di Ernia sul brano d’apertura che funge anche da title track, al pop più disincantato di Mamhood in “Paura”, fino alle vibe più elettro-dark del brano con Massimo Pericolo. Il progetto funziona benissimo nei suoni e nelle collaborazioni, che si fondono per dar vita a canzoni capaci di far venire, davvero i brividi.

E quando si arriva infine alla conclusione del disco, con “Grazie”, Charlie da libero sfogo alla sua creatività con pezzo esclusivamente strumentale, dove inventiva e passione si fondono per offrire una conclusione degna in un crescendo di energia, che esplode in un climax di ampio respiro. Una scelta mirata, che porta la musica di Charlie Charles a non poter più essere associata esclusivamente all’immagine del “semplice” producer trap, comunque tanto apprezzata, ma che eleva la sua qualità artistica a nuovi livelli di interpretazione ed emozione.
“La bella confusione” è un progetto che si può certamente definire un piccolo gioiello, musicalmente parlando, e che ci dimostra una volta in più le fortissime qualità di un producer eclettico e visionario, capace di dar libero sfogo ad una fantasia immaginifica.
Traccia preferita: “Grazie”








