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chiamamifaro – DISCO DEFAULT | Recensione | Primo Ascolto

chiamamifaro arricchisce il suo EP “DEFAULT” con alcuni brani inediti e ci regala “DISCO DEFAULT”, nuovo progetto discografico dell’artista che con la trasparenza e la sensibilità della sua scrittura ci porta attraverso le difficoltà di avere vent’anni in questi tempi pazzi, in cui giriamo, giriamo e non riusciamo mai a fermarci.

 

Proprio in “Tutti contro tutti” riusciamo a percepire questa frenesia che ci caratterizza, e solamente quando cadremo potremo tirare un sospiro di sollievo. Ci mettiamo in discussione, proviamo a crearci uno spazio nel mondo che sia solo nostro, ma non possiamo rimanere calmi e ci sentiamo quasi come dentro uno stadio, e nella nostra testa ci sono solo cori che provano a spiegare quello che sta succedendo. “Oggi è tutto ok o ko” è la frase più emblematica del brano, che ci fa capire quanto non riusciamo più a definire ciò che ci fa stare bene e ciò che ci fa soffrire.

 

“Hiroshima” insieme a piazzabologna è una dolce ballad pop che ci ricorda il valore dei sogni e dei legami: non sappiamo cosa potrebbe succedere dopo la nostra morte, o quando questa avverrà, ma quello di cui siamo certi è che abbiamo bisogno di qualcuno che sia accanto a noi, e che non ci lasci alla prima difficoltà, così che saremo in grado di ricostruire tutto il nostro universo una volta che si sarà sbriciolato cadendo a terra. Non è importante dove vai, l’importante è con chi stai andando: ricorderemo per sempre quei pezzi di vita che abbiamo condiviso con persone che magari non sono più accanto a noi. Siamo andati avanti con la nostra vita, ma chissà se anche l’altra persona ogni tanto si chiede come stiamo e cosa stiamo facendo: “Vacanze italiane” serve proprio a questo, a risvegliare i ricordi, anche i più remoti.

 

“MA MA MA”, con le sue attitudini pop rock, ci concede uno sfogo verso tutte quelle persone che ci danno per scontati, che pretendono di agire senza curarsi delle conseguenze o dei nostri sentimenti, solamente perchè sanno di poterselo permettere. È il momento di ribellarsi e di dire addio, anche quando ci sembra impossibile: riusciremo a liberarci da pesi inutili? Una tematica ripresa anche in “Santa subito”, insieme ad Asteria: “ahi ahi ahi ahi, con te ci vuole troppa pazienza”. In “Rumore bianco” siamo ubriachi di parole che ci vengono rivolte, siamo attratti come calamite da chi continua a parlarci ma noi vorremmo fare altro, perché i sentimenti a volte non vanno spiegati a parole.

 

“Se parlo di te” è il brano più profondo ed impegnativo del disco, che tratta un argomento tanto delicato quanto tremendamente attuale. Affrontare il discorso sulla violenza verso le donne richiede un enorme coraggio e una sensibilità mischiata a freddezza che permetta di esprimere a parole e mettere in musica ciò di cui abbiamo più paura, quel mostro che tutte abbiamo provato, almeno una volta, anche solo attraverso i racconti degli altri, quel terrore sordo che ci prende ogni volta che dobbiamo attraversare un vicolo buio di notte, e allora stringiamo le chiavi tra le nostre dita per darci coraggio e rimaniamo all’erta. Ma è veramente vita questa?

 

Le velenosissime “Labbra blu” descritte da chiamamifaro e YTAM ci legheranno per sempre a quella persona che ci porta più su, sempre più su, e alla fine non riusciamo più a scendere, ma ritorniamo con i piedi per terra con “Monete”, che ci propone un testo pieno di malinconia e di ricordi. “Che fine fanno i desideri di Trevi?” chissà tutte quelle richieste alle stelle, alle monetine lanciate in fontane e pozzi, o semplicemente sussurrate a bassa voce di notte, dove vanno a finire, tutti quei discorsi sospesi, quei baci mai dati, cosa rimane? Tutto sfuma, ma un giorno ritroveremo quelle monetine-desiderio proprio dove meno ce lo aspettiamo. Chiude l’album “La poesia”, di nuovo malinconica e nostalgica, che cerca di farci apprezzare tutto ciò che c’è di bello nella normalità.

 

chiamamifaro nel suo nuovo progetto discografico “DISCO DEFAULT” riparte da una mancanza e per colmarla usa tutto il suo talento artistico, sfoderando un album fresco e piacevole, a tratti spensierato e a tratti profondo, ma sempre sincero ed autentico.

 

Traccia preferita: “Monete”

 

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