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Chino Seleção: “Vorrei la mia musica fosse un ponte per apprezzare nuove culture” [INTERVISTA]

Per reinventarsi, nella vita come nella musica, ci vuole tanto coraggio ed una buona dose di personalità. Tutte caratteristiche presenti nel nuovo percorso discografico di Chino Seleção, artista italo-brasliano che abbiamo imparato a conoscere anni fa sotto altre vesti e che ora tenta un percorso più vicino alle proprie radici, supportato dalla giusta esperienza ed un background di tutto rispetto.

Noi di Primo Ascolto lo abbiamo intervistato in questi giorni, proprio mentre veniva rilasciato il suo nuovo singolo in collaborazione con Lenoire, tra le più importanti esponenti del genere raggaeton in Italia.


Ciao, benvenuto su Primo Ascolto.
CDa pochissimi giorni è fuori “Miele e Sangria”, secondo episodio del tuo nuovo percorso artistico: un brano fresco, estivo ma soprattutto radiofonico, grazie al ritmo reggaeton che lo contraddistingue. Com’è maturata l’idea di contattare Lenoire per questo featuring?

Ciao e grazie per questo spazio! Seguo da tempo Lenoire e le sue uscite sono sempre state caratterizzate da una forte attitudine latina. Quando ho iniziato ad ultimare la stesura del brano mi sono iniziato a immaginare un “dialogo” tra me e un artista femminile: ci siamo sentiti online e da li ha deciso di sposare con passione il progetto.

A livello nazionale, ultimamente, il reggaeton è stato un po bistrattato da giudizi ed illazioni che lo definiscono un genere senza una cultura nostrana. Considerate le tue chiare origini sudamericane, t’infastidisce vedere alcuni artisti approcciarsi alla musica latina solo per ottenere successo?

Io credo che la cosa più importante nella musica sia la sincerità. Se un artista nutre un sentimento di passione per una determinata cultura e ne apprezza il valore non vedo perché non dovrebbe cercare a modo suo di farlo conoscere e di coinvolgere gli altri. Qualora fosse solo per speculazione e successo credo sempre che le bugie abbiano le gambe corte, inoltre penso che il rispetto artistico sia qualcosa di prezioso.

La tua nuova avventura discografica è cominciata circa un mese fa con la release di “Un bebe”, brano molto più riflessivo e personale, pur mantenendo connotati urban. Ti senti più predisposto ad interpretare pezzi intimi o tracce più spensierate?

Amo entrambi gli scenari e sto cercando di bilanciare entrambe le sonorità, credo che la mia musica mi debba rispecchiare al 100%, in fondo chi è sempre felice o sempre triste? Però trovo che mi venga spesso più semplice interpretare tracce più introspettive.

A proposito di urban, credo personalmente che questo genere stia diventando una macro-area destinata ad aumentare sempre di più: il rap, il pop e lo stesso reggaeton stanno diventando la contaminazione di questo movimento, e non viceversa. A proposito di ciò, quali sono gli artisti che ultimamente stai apprezzando per il loro percorso musicale?

Ascolto molta musica internazionale e mi piace molto riconoscere l’individualità e i dettagli che rendono un artista “originale”, ascolto molta musica varia e posso spaziare da una CAZZU – Raw Alejandro – Mc Zaquin a livello internazionale, mentre in Italia mi hanno molto incuriosito Rhove e Young Snapp.

Prima di salutarci tentiamo di estorcerti qualche info sui tuoi piani artistici: cosa dobbiamo aspettarci dal futuro discografico di Chino Seleção?

Sicuramente tante nuove sonorità e collaborazioni, vorrei la mia musica sia un ponte per apprezzare nuovi scenari e culture. A presto ragazzi!

 

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