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Chris Yan – Blasè [RECENSIONE]

Il mondo dell’elettronica si sta sempre di più raffinando, dando così alla luce suggestioni sempre più nuove e sempre più vicine al reale della nostra quotidianità.
Una peculiarità che ha portato il sound artist e compositore Christian Mastroianni, in arte Chris Yan, ha interrogarsi sulla contrapposizione/paradosso dell’uomo contemporaneo, dominato al contempo da uno sfrenato dinamismo interiore e una fredda staticità esteriore.
Questa visione utopico/distopica della società d’oggigiorno nasce, nel suo ultimo progetto intitolato “Blasè”, probabilmente da un sentimento recondito, il quale si è reso manifesto grazie a diverse suggestioni, tra cui la lettura delle opere di George Simmel, il quale, nel suo “Le metropoli e la vita dello spirito”, parla proprio di “individuo Blasé”, da cui deriva il titolo dell’album.
Volutamente, Chris ha voluto scindere due elementi costituivi dell’essenza umana, l’intelletto e la ragione, i quali dividono l’album in due diverse macrocategorie: la prima parte, la Verstand (l’intelletto), è caratterizzata da una zelante iper-razionalità, illuminata da sonorità elettro-ambient dal carattere (apparentemente) immobile ma, al tempo stesso, costantemente oscillante tra ordine e caos.
La seconda parte, invece, è la Vernunft (ragione), la quale condivide con la precedente sezione la descrizione di un paesaggio sonoro ambient dal rimarcato profilo cinematografico, dal quale però emerge un più delicato pathos, completamente assente nella sezione precedente.
Attraverso l’ascolto di “Blasé”, sembra quasi che Chris Yan ci stia indicando una nuova direzione ontologica da seguire, la quale prevede una stratificazione sovrapposta di razionalità e sentimento, di stasi fisica e dinamismo spirituale. Perfetta sintesi dell’uomo contemporaneo.

TRACCIA PREFERITA: Vernunft (ragione)

 

MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4/5

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