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Cinque chiacchiere con… Aigì

Abbiamo intervistato Antonio Il Grande, giovane artista calabrese fuori da pochi giorni con il singolo “Notte sul pianeta Terra“, il primo del suo nuovo progetto artistico Aigì

Ciao Antonio, e benvenuto su Primo Ascolto. Con “Notte sul pianeta Terra” si apre un nuovo capitolo del tuo percorso artistico, ora accompagnato dallo pseudonimo Aigi: da cosa è motivata questa scelta?

Ciao a tutti gli amici di Primo Ascolto! La scelta dello pseudonimo nasce soprattutto per due motivi: la scarsissima modestia che comunicherei con il mio vero nome (Antonio Il Grande) e l’esigenza di dare un volto diverso alla mia creazione musicale. Mi piace scrivere romanzi e ho sentito il bisogno di dividere le due sfere, creando con le canzoni un piccolo microcosmo a parte in cui sentirmi libero di esprimermi al 100%.

La tua prima vita discografica annovera “Partirei da qui”, titolo del tuo primo e unico extended play dato alla luce lo scorso anno e pubblicato qualche settimana prima dell’esplosione della pandemia: quanto ha influito ed influirà questo argomento sul tuo modo di essere e di ragionare?

Il percorso fatto fin qui è stato assolutamente essenziale in questo processo di maturazione. Ogni canzone ed esperienza vissuta fanno parte del mio bagaglio artistico. “Partirei da qui” è frutto di un lungo lavoro stroncato dalla pandemia, ma fermarmi mi ha anche permesso di riflettere e di evolvermi. Se dovessi fare una metafora: il bozzolo è diventato farfalla.

Chi cura la parte produttiva dei tuoi progetti? Spesso gli artisti che si autoproducono risentono a livello qualitativo di questo aspetto, ma non è il tuo caso…

Lavoro con un amico ed ex compagno di classe, Ottavio Laria. Avevo avuto modo di collaborare con lui prima, ma eravamo entrambi molto acerbi. Questa estate gli ho chiesto di vederci per valutare una ricerca che mi portasse a proporre un cantautorato diverso: abbiamo trascorso mesi in studio e, dopo un lavoro attentissimo, siamo riusciti a identificare la direzione da prendere. “Notte sul pianeta terra” è un po’ il biglietto da visita.

Pandemia a parte, credi sia più difficile emergere arrivando dal sud? Molti giovani cantautori azzardano l’esperienza al nord perché lamentano la mancanza di spazi per esprimersi…

Io vivo a Firenze da più di quattro anni ormai ed è qui che ho deciso di intraprendere questo percorso artistico. Sicuramente le opportunità dalle mie parti non sono moltissime, ma questo è un problema che riscontro anche qui, a Firenze, anche se in misura minore. Quindi sicuramente sì, è difficile emergere al sud, ma è difficile emergere anche in molti posti del nord. Lo streaming aiuta ad accorciare le distanze, ma quando c’è da suonare sono sicuramente Roma e Milano i luoghi della musica.

Come sarà il 2021 di Aigi? Hai aspettative o ambizioni?

Il mio 2021 sarà sicuramente all’insegna della musica. Ci sono molte canzoni che aspettano di uscire, quindi sicuramente scalderò i motori per quando si potrà tornare a suonare dal vivo.

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