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Cinque chiacchiere con… ANDREA VEZZOSO e MATIA BOLDRINI

Abbiamo scambiato le nostre consuete cinque chiacchiere con due artisti d’eccezione come Andrea Vezzoso e Matia Boldrini, che hanno deciso di rispolverare le loro più interessanti composizioni per riproporle al pubblico.

Intimo è disponibile sulle principali piattaforme streaming da oltre un mese: a chi è venuta l’idea di riaffacciarsi sul moderno (e spietato) mercato discografico?

L’idea è nata da Matia dopo aver acquisito esperienza con le piattaforme online per la pubblicazione di brani musicali. Nel 2002 Andrea aveva già provveduto a registrare “Intimo” in studio e a renderla pressoché pronta per la distribuzione. In merito al riaffacciarsi sul moderno mercato discografico diciamo che in realtà oggi ci affacciamo seriamente per la prima volta sul mercato globale poiché le nostre precedenti esperienze hanno avuto una promozione e una distribuzione prevalentemente a livello locale. I numeri non sono mai stati il nostro primo interesse; certo, vendere è importante, però non intendiamo seguire alcune delle possibili linee imposte dalla spietatezza di questo mercato per una visualizzazione o un like in più ma vogliamo procedere seguendo un nostro percorso nel modo più coerente possibile.

Nel brano è tangibile la passionale emotività delle liriche: sarà l’impronta di tutte le prossime release oppure virerete anche su altri temi?

L’intensità e l’emotività delle liriche è una componente fondamentale di ciascuno dei nostri brani, così come la ricercatezza e la cura degli arrangiamenti, in modo da creare un percorso e un’atmosfera unica per ogni canzone e per ogni ascoltatore. Lo stile o il tema dei nostri brani nasce da questa atmosfera ed è come se la canzone stessa decida l’arrangiamento o lo stile da utilizzare. Che si tratti d’amore, d’amicizia, di solitudine o di pazzia, i temi che trattiamo sono sempre, ci auguriamo, rappresentati dalla sinergia tra musica e testo. Al contrario di come avviene solitamente, Il testo nasce per primo, mentre la musica viene scritta in un secondo momento basandosi sulle emozioni che il testo suscita; in questo modo lo sostiene e, al tempo stesso, lo esalta.

 

Cosa ne pensate del cantautorato nostrano attuale? C’è qualche artista che vi ha colpito particolarmente?

Il cantautorato nostrano c’è ancora, sicuramente in numeri ridotti rispetto al passato, ed è cambiato molto negli ultimi anni. Sono sempre meno gli artisti che decidono di seguire il loro stile al di là delle mode correnti o di altri strampalati miti moderni. Sembra che al giorno d’oggi molto del cantautorato cerchi di soddisfare domande specifiche, prima tra tutte il risultato economico immediato. Lo stesso disagio, la stessa rabbia giovanile cantata anni fa, di questi tempi pare risolversi con testi superficiali, vuoti, apatici, indifferenti e con musiche banali, ripetitive e clonate. È altrettanto vero però che ci sono, per fortuna, alcuni cantautori che ancora decidono di continuare il proprio percorso senza scendere a compromessi di mode o divinità momentanee. Alcuni nomi di cantautori moderni che apprezziamo sono: Pierdavide Carone (bellissima la sua Nanì), Cesare Cremonini, Simone Cristicchi, Diodato, Emiliano Mazzoni, Tiziano Ferro, Ultimo. Il nostro cantautorato si ispira alla scuola genovese (Bindi, De Andrè, Tenco, Paoli, Fossati), alla scuola bolognese (Dalla, Guccini), alla scuola romana (Baglioni, Battisti, Cocciante, De Gregori, Minghi, Zero), ad artisti come Battiato, Endrigo, Mango, Tozzi e a tantissimi altri che adesso risulterebbe lungo elencare.

Molti giovani artisti hanno costruito la loro fortuna grazie ad un approccio corretto con il mondo del web: una possibilità che, quando avete cominciato a scrivere e produrre, praticamente non esisteva. Che rapporto avete oggi con il mondo dei social?

Sia ai tempi di “Intimo” che adesso l’aspetto social è sempre stato molto importante con la differenza che prima consisteva nell’incontrare fisicamente le persone dopo un concerto, nello stampare cd, nell’inviare articoli di giornale via fax; ora il social ha visto il sopravvento di Internet e tutto avviene attraverso un unico mezzo. I social sono sicuramente uno strumento fondamentale per cercare il nostro pubblico e continuare ad affermare la nostra musica tramite un progetto indipendente affacciato su di un mondo ormai troppo veloce e spesso disattento.

I futuri propositi, per concludere: al netto dell’attuale pandemia avete in progetto un’attività live che possa affiancare, prossimamente, la vostra proposta musicale?

Al momento sappiamo che la pandemia sta rendendo le cose difficili a chiunque, incluso chi vuole proporre spettacoli dal vivo, per questo siamo comunque pronti ad affrontare necessità come la trasmissione di concerti in streaming su piattaforme come Twitch o YouTube. Certo è che nulla potrà mai sostituire il pubblico vero fatto di persone in carne e ossa a teatro, per cui ci auguriamo tanto che prima o poi questo periodo buio sarà alle nostre spalle e di ritornare presto a fare musica dal vivo.

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