info@primoascolto.it

Cinque chiacchiere con… Carmen Marino

Abbiamo intervistato Carmen Marino, cantautrice, polistrumentista e soprano lirico attualmente disponibile sulle principali piattaforme streaming con il singolo di debutto “A Luisa“, edito per la label Triade Records

 

Buongiorno Carmen. “A Luisa” è fuori da quasi un mese, e sta ottenendo numeri piuttosto interessanti per essere un singolo d’esordio. Com’è nata l’idea di traslare in musica la poesia di Mariannina Coffa?

Buongiorno a voi e grazie per l’invito. Sì, a poche settimane dall’uscita posso dire di essere positivamente stupita dai numeri, penso fermamente siano dovuti al lavoro di squadra che c’è dietro. Il brano ha sicuramente una sua validità di fondo, ma c’è un gran lavoro svolto dall’etichetta che l’ha prodotto, la Triade Records, dal regista Roberto Celestri che ha realizzato e curato le riprese del video ma, soprattutto, da Carlo Muratori che ha saputo sapientemente arrangiarlo e che mi guida instancabilmente, con mia grande fortuna, nell’ attività cantautorale. In realtà non scrivo mai decidendo cosa fare, è piuttosto un impulso naturale. Tempo fa mi ritrovai a leggere diverse poesie di Mariannina Coffa e, già dalle prime righe, “A Luisa” mi spinse a prendere la chitarra e lasciare andare il cuore. Poi, chiaramente, al cuore devono seguire scelte tecniche compositive, armoniche, esecutive, ma sono passi successivi. Mi sono ritrovata in questa donna, prima che poetessa. Ho visto nascere le mie note come se Mariannina mi chiedesse di trasportare le sue parole per diffonderne il messaggio. Darle diffusione e risonanza è dunque un dovere, oltre che un onore e un piacere.

La tua poliedricità ti ha permesso di prendere parte a diversi progetti: quali pensi siano i requisiti necessari per essere considerati degli artisti completi?

L’essere poliedrica mi permette di spaziare con una libertà non indifferente nel mondo musicale e mi consente, come hai ben detto, di prendere parte a diversi progetti, ma non la considero una peculiarità. C’è chi per tutta una vita non cambia strumento o stile, ma sceglie di perfezionarsi solo su quello e non per questo non può essere considerato un artista completo. Penso dipenda sempre da quei famosi impulsi naturali che ho citato prima: io sono per mia natura curiosa. Se vedo uno strumento devo farlo suonare, se sento che uno stile mi stimola devo entrarci. Ho sempre spaziato da uno strumento all’altro, da uno stile all’altro, ma con grande dedizione, determinazione, costanza e tanto studio. Affidandomi ai professionisti giusti. Sono questi gli ingredienti che, a mio parere, consentono di arrivare a essere artisti completi.

Al giorno d’oggi riuscire a dimostrare di possedere peculiarità inedite è più facile che in passato, soprattutto per via dell’enorme esposizione mediatica causata dall’avvento di internet: pensi che l’enorme mole di artisti e interpreti che stanno riempendo le piattaforme streaming sia un bene per il mercato, e che opinione hai sul nuovo modo con cui l’ascoltatore fruisce della musica?

Abbiamo a che fare con un’arma a doppio taglio. Mi sembra superfluo dire che le grandi case discografiche e le radio si sono piegate alla logica di mercato, al volere dei talent e delle televisioni. E’ un argomento trito e ritrito. Oggi farsi ascoltare (dal punto di vista dell’artista) e ascoltare (dal punto di vista del fruitore) è più semplice ma più difficile: è più semplice immettere in rete un prodotto da far conoscere ma, d’altra parte, è un prodotto che viene immesso in una rete che ha un’infinità di prodotti. Emergere non è così semplice. Personalmente il mio scopo non è mai stato e non è emergere, piuttosto è fare cose belle, bella musica. Se riuscirò ad arrivare a più persone possibili sarà un piacere, ma mi sveglierò comunque la mattina, continuerò a cantare e a prendere i miei strumenti per suonare. E’ questo che mi rende felice.

La Sicilia è stata la costante cornice della tua carriera artistica: credi sia più difficile emergere in un contesto all’apparenza meno altisonante come quello siculo?

La Sicilia è la mia terra e non avrei potuto sperare di meglio. La sua arte, la sua poesia, la tradizione, i miti, la musica, il mare e la montagna, il suo cielo, il sole, le persone, il cibo e perfino le sue contraddizioni mi hanno sempre affascinata e ispirata, non potrei farne a meno. Penso che la mia musica e le mie parole non sarebbero le stesse senza Sicilia. E poi ti dirò, non so se la Sicilia può ancora essere considerata meno altisonante. Anzi, quando mi ritrovo in altre zone d’Italia noto, soprattutto negli ultimi anni, un’inversione di marcia da questo punto di vista.

Sei attualmente impegnata alla realizzazione di nuovi brani, come si evince dalla tua bio: sfoceranno presto in una raccolta d’inediti?

Questo non lo so ancora. Certo, me lo auguro. Al momento sto lavorando i nuovi brani, ma cerco anche di fare un passo per volta. Ci sono alcuni progetti in cantiere per il prossimo futuro, che spero di farvi conoscere presto.

 

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *