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Cinque chiacchiere con… Emmez

Abbiamo intervistato il rapper friulano Emmez (all’anagrafe Marzio Talà), recentemente tornato sul mercato discografico con il nuovo album intitolato “Soltanto un altro giorno“. 

 

Ciao Marzio, benvenuto su Primo Ascolto.
“Soltanto un altro giorno” è finalmente fuori, a certificare la grande verve produttiva che ti ha sempre accompagnato.
Cosa significa per te questo album?


Ciao a tutti.
Per risponderti devo svelarti un retroscena di quando cercavo un’idea per la copertina del disco.
Prima della pubblicazione ho creato tramite delle immagini prese da una cover di Spider Man degli anni 60, una sorta di “reclame” per annunciare il disco e la data di release.
In questa tavola c’è Peter Parker che cammina verso il lettore dando le spalle a Spidey sullo sfondo, come a significare che le loro strade si separassero, dal titolo “Spider-Man No More!”.
Prendendone spunto ho ricreato la promo usando “EMZ No More” come tag perché, ad oggi, credo che sarà l’ultimo lavoro “rappato” che farò.
Per questo motivo la copertina del disco ricalca l’immagine del fumetto, un particolare sottile che non tutti coglieranno. Sono una persona che anche in questo momento pensa già a cosa deve fare domani e cosa vuole fare dopodomani e, adesso, nel mio futuro vedo altre influenze musicali a cui vorrei dedicarmi. Quindi per risponderti posso dirti che SUG è una svolta sul percorso o la fine di un ciclo se fa più effetto dirlo, nella vita di Emmez.
Questo però, non significa nulla di negativo anzi, sono soddisfatto e orgoglioso del risultato ottenuto, SUG mi ha messo a confronto con me stesso e diverse volte anche in difficoltà, sicuramente, coviddi permettendo, lo porterò in live appena possibile.

 

Essendo stato concepito durante il lockdown, quanto ha influito la pandemia nella realizzazione del progetto?


Se ti rispondessi in percentuale direi il 95%.
A inizio 2020 avevo già composto alcune tracce con l’idea di assemblare il mio secondo album basandomi su un’immagine nella mente di prodotto finito che definirei “classica”.
Uscire nel periodo pre-estivo per poi dedicarmi alla promo Live.
Fortuna ha voluto che avessi appena conosciuto una persona fantastica con la quale tutt’ora collaboro che mi fa da produttore/mentore e che non smetterò mai di ringraziare per tutto il lavoro svolto. (Grazie Chris Wobble Sound!)
Poco dopo, quando è esploso il Covid mi sono trovato di colpo con un sacco di cose in meno da poter fare e un sacco di tempo, energie e concentrazione in più da poter dedicare alla musica.
Proprio il tempo, come in tantissime cose, ha influito in maniera determinante sul mio punto di vedere quello che stavo facendo.
Vedendo che cambiava in continuazione mi è nata dentro l’esigenza di sfruttare a pieno tutta quella cosa strana che in molti di noi non avevano mai vissuto come la pandemia.
Restandoci a contatto per più tempo di quella che era l’idea originale, la concezione e la forma delle cose si è approfondita e da li sono arrivate le 17 tracce, ho aperto il cassetto e ho tirato fuori alcuni pezzi che avevo lasciato fermi per altri momenti (tipo Joe Black), gli interludi, le citazioni, i tributi, il comporre un instrumental, ho disegnato le grafiche, il merch. e tutto quello che come ti dicevo prima mi ha portato a mettere un bivio sulla strada di Emmez.

Rispetto ai lavori passati, con “Soltanto un altro giorno” si palesa una maggiore sperimentazione musicale.
Da dove sorge questa necessità?


E’ sempre legato a “EMZ No More”.
Per motivi esterni sono reduce da due anni di inferno che hanno influito negativamente sia sulla mia vita privata che di salute. Il titolo arriva da questo.
Ti butto lì una frase fatta: “la musica mi ha salvato”…Ti assicuro che in questo caso è genuina al 100%.
E’ stato un periodo veramente nero (“Nodo Alla Gola” ne è la messa in musica), ero diretto sul fondo e quando ho capito che Emmez mi stava tenendo a galla ho voluto restituirgli qualcosa in cambio e l’unico modo per farlo era fargli fare un salto di qualità, dargli di più, dimostrare che poteva fare anche altro rispetto a quello già visto in precedenza, così ho esplorato nuove sonorità mai ascoltate prima nel suo mondo e andando di fatto a comporre un disco che disco non è, è più una playlist con stili e generi diversi.
Poi le cose si sono attratte l’una con l’altra, quando scopri che non sei fatto di vetro non scappi più e ti incoraggiano a proseguire anche i piccoli risultati.
Inoltre la necessità di sfruttare influenze diverse nell’album, ricalca molto il mio modo di vivere la musica quotidiana. Escludendo le pietre miliari che ognuno di noi ha nel cuore, ormai non riesco più ad ascoltare un disco dall’inizio alla fine che suona tutto uguale o che cavalca un solo genere. Vivo di playlist e contaminazioni continue, necessito di dinamicità nella musica con picchi e con down e penso che questa cosa la vivano diversi artisti. Non riesco a spiegarmi altrimenti (escludendo il marketing che lascio volentieri agli esperti), il motivo di album composti da 10 tracce di cui 5 sono featuring…a quel punto faccio un EP.

Ascoltare “Boomer’s Song” ci ha riportato indietro di 20 anni, quando Blink 182 e Sum 41 erano probabilmente le band più ascoltate al mondo.
Credi che il punk rock possa tornare in auge nel prossimo futuro?


Chris WS ormai ne ha la nausea, glielo ripetevo in continuazione durante le registrazioni, tornerà e ne sono convinto!
Hai citato una delle band che all’epoca mi ha fatto conoscere il punk rock, che porto nel cuore e che mi ha ispirato per Boomer’s song, i 182.
Credo che a breve, più che il punk rock tornerà il pop punk, oltre oceano abbiamo già esempi di cambi di rotta come Machine Gun Kelly. Un sacco di giovani puntano su questa strada (KennyHoopla, Sueco, GionnyScandal…) è inevitabile, lo è sempre stato, nella musica tutto va e prima o poi torna.
Ci stiamo riavvicinando anche al mondo dello skateboarding, vedo un sacco di ragazzi apprezzare sia la tavola che quello che ci ruota attorno, dai vestiti alla musica. In più con tutti questi anni in cui ci siamo abituati ad ascoltare il tune sulle voci, non escludo nemmeno il ritorno di un emo, quello moderno, con qualche influenza strana.
Come ti dicevo all’inizio, anche io vedo un’altra rotta sulle mie mappe, sto cercando una band per portare SUG live
ri-arrangiato e creare le fondamenta, appunto per questa nuova direzione.

 

Chiudiamo con una domanda riguardante le tue ambizioni: cosa si aspetta Emmez da questo nuovo album e dal proprio futuro artistico?


“Non aspettarsi nulla e partire delusi”…scherzo.
Per quanto riguarda il futuro, mi aspetto di fare quello che mi sono ripromesso di fare negli ultimi due anni, ovvero, realizzare tutto ciò che voglio realizzare, senza compromessi.
Farò questo salto verso le mie origini punk rock…e chissà come evolverà.
Non inseguo i numeri ne i successi che portano, cerco sempre di fare in modo che le cose accadano senza forzarle, in maniera naturale.
Per il disco mi auguro solo una cosa, che chi lo ascolterà colga la sfumatura playlist volutamente cercata (magari prima di leggere queste righe) che sta nella diversità della tracklist, un po’ com’è l’oggi diverso dal domani, si tratta soltanto di un altro giorno.

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