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CINQUE CHIACCHIERE CON… FADE

A pochi mesi dal debutto discografico con il singolo “Come Stai” abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro… anzi cinque chiacchiere con Fade, artista romano classe ’99 che è riuscito a sorprenderci positivamente con il suo brano.

Ciao Iacopo, buongiorno. Difficile reperire sul web qualche info aggiuntiva sul tuo conto: lasciamo spazio, dunque, alle presentazioni.
 
Ciao, buongiorno. Mi chiamo Iacopo Falcucci in arte Fade. Ho 20 anni e sono di Roma.
 
“Come stai” è il titolo del tuo singolo di debutto, nonché unica traccia attualmente disponibile sulle principali piattaforme streaming: hai già pronto altro materiale in procinto d’essere pubblicato?
 

Si, ho diverse canzoni già pronte e stiamo lavorando per farle uscire il prima possibile.

Verificando la data di release del singolo ci siamo accorti che risale allo scorso aprile, dunque in pieno lockdown. Il concepimento è dunque frutto delle ore passate obbligatoriamente a casa, oppure risale ad un periodo storico precedente?
 

“Come stai” l’ho scritta circa due anni fa e non sarebbe dovuta uscire ad aprile; la sua uscita durante la quarantena in realtà è stata una cosa molto improvvisata. La canzone era già pronta ma stavo prendendo ancora tempo per farla uscire. Alla fine il lockdown ha sicuramente stravolto un po’ tutto e confrontandomi con alcuni amici ho capito che poteva essere il momento giusto per dare un inizio a questo progetto con la speranza che questa canzone potesse aiutare qualcuno a sentirsi meno solo.

“Come stai” è riconducibile, come stile, all’indie pop più nostalgico: il tuo percorso seguirà questo indirizzo, oppure punti ad avere un background espressivo e musicale più variegato?
 
Ormai è una risposta che danno in molti e non vorrei essere scontato ma sono una persona a cui non piacciono le etichette e questo aspetto lo rivedo anche nella musica in cui mi piace sperimentare tra diversi generi.
 
Ultima curiosità, prima di salutarci: quali sono le tue più grandi influenze musicali?
 
Sono cresciuto ascoltando davvero di tutto e apprezzando ogni genere musicale, da gruppi come i Dire Straits, che ascolto da quando sono bambino, alla musica classica. Senza dubbio sono stato molto influenzato dal cantautorato italiano in particolare Vasco, Cremonini, Moro, De Gregori, Battisti e Baglioni.
Grazie per l’intervista, e un saluto a tutti i lettori di “Primo Ascolto”!!!

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