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CINQUE CHIACCHIERE CON… PEPPO

A poche settimane dalla pubblicazione della nuova fatica discografica “Tutto quello che io sò” abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro… anzi cinque chiacchiere con Peppo, rapper bolognese classe ’91 che ci ha raccontato un pò di sè e dei suoi futuri obbiettivi. 

-“Tutto quello che io so” si presenta fin dal titolo in maniera introspettiva, e difatti sarà facile ritrovare brani conscious all’interno del progetto. La stesura delle liriche è stata impulsiva, oppure c’è un lavoro più ponderato dietro? Alcuni tuoi colleghi affermano di poter scrivere un brano in un’oretta…
 
Eh, no, sono molto più lento purtroppo, non sono così bravo e veloce da scrivere in un ora.
 Diciamo che le tracce che trattano di argomenti pesanti come la politica attuale (“Chi Voti e Da Dove Vieni”)  e la criminalità organizzata (“Banda Della Magliana”)  sono state scritte in modo da essere più ascoltabili e melodiche possibile, perché potessero essere fruibili da tutti. 
A quelle più conscious e quelle un po’ più “frivole” se per quelle di politica / attualità la preoccupazione più grande era quella di scrivere in modo fluido e facile da ascoltare , si aggiungeva comunque la
difficoltà di creare linee melodiche interessanti, ritornelli che non fossero scontati, doppie voci con diverse intonazioni… Insomma, a distanza di mesi riascoltando le varie tracce non volevo sentire nessun difetto tecnico. Si parla di giorni, comunque, per scriverle , anche perché lavoro, e scrivo nei ritagli di tempo . 
(Poi è ovvio , magari alla persone faranno cagare, mi scuso in anticipo se così è eheh).
 
-Da questo album traspare anche tanta voglia di emergere definitivamente, visto che ci sembra abbastanza chiaro di come il rap abbia ricoperto un ruolo importante all’interno della tua vita, partendo dai tuoi esordi fino ai giorni nostri. Cosa manca a Peppo per esplodere?
 
Sarei un bugiardo se dicessi che non ho mai pensato ad emergere e a farmi sentire sperando che qualcosa cambiasse. In un certo modo questo disco nasce anche da questo pensiero. Ho puntato tutto sull’aspetto social, video e fotografico, sull’apparenza, insomma, come veicolo per traghettare le persone a sentire le mie tracce. 
Nel mondo di oggi se le persone non sono un minimo incuriosite da quello che c’è intorno al prodotto il prodotto stesso non se lo cagano nemmeno, mentre  se quello che c’è intorno  è fatto bene allora hai qualche chance in più . Poi è ovvio, magari la traccia non gli piace comunque, ma per lo meno l’hanno ascoltata. È una visione molto cinica ma purtroppo il mondo della musica ormai è questo. 
Per esplodere non ne ho idea, penso che nemmeno a quelli a cui è successo possano dirti “come cazzo ho fatto”, però le tracce mi piacciono, dopo anni le riascolto a distanza di mesi e non cambierei niente , per me va bene così, quel che verrà a me sta bene . 
 
-L’epidemia da Covid19 ha stravolto le nostre vite, tra mascherine e quarantena. Il lockdown di Peppo è stato una fonte d’ispirazione?
 
Non è stata fonte di ispirazione ma
Di ansia. 
Il disco l’avevo da poco finito, ero nell’ennesima fase di riascolto dei brani , e ovviamente ( Santo Mstar ) c’erano delle cose nelle tracce che non mi piacevano. 
Quindi avevo sia l’ansia perché volevo tornare in studio a correggere alcuni brani, sia l’ansia perché il lockdown stava ritardando sempre più le riprese del mio video, e non vedevo l’ora di iniziare a girarlo . 
-Uno dei pregi che abbiamo riscontrato all’interno del tuo progetto è la forte personalità, che non ricalca nessuna caratteristica degli artisti più mainstream attualmente sulla cresta dell’onda.
Quali sono in realtà i punti di riferimento?
 
Credo che siano i punti di riferimento un po’ di tutti quelli che fanno rap , anche di quelli che al momento sono molto giovani e stanno spaccando . 
I Club Dogo direi che sono un po’ la mamma di moltissimi di quelli che adesso fanno rap , per quanto mi riguarda il ‘ papà musicale ‘ e Marracash , non c’è secondo me a livello nazionale un liricista alla sua altezza. Ah, poi il fatto che non riscontrate nessun influenza all’interno del mio disco mi fa molto piacere , è un super complimento!
 
 
Ultima domanda, prima di salutarci: “Tutto quello che io so” trasuda di ambizione, ed è giusto credere fortemente in ciò che si fa.
Quali sono i tuoi obbiettivi per i prossimi mesi?
 
Sicuramente suonare live nella maggior parte dei locali della provincia , della regione , ovunque sarà possibile farlo in realtà! Quindi portare “Tutto Quello Che Io So” in  giro il più possibile, e
di conseguenza trovare un etichetta che riesca a gestirmi e fissarmi live sempre in nuovi posti . 
Poi sicuramente vincere il Yo Contest (un Contest per artisti rap emergenti a cui ho partecipato con alcuni brani dell’ultimo disco ), in cui sono arrivato alla finale che si terrà a Genova al Crazy Bull il 14 Novembre . 
Spero vada tutto bene! 

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