info@primoascolto.it

CLEMENTINO – TARANTELLE [RECENSIONE]

Clemente è tornato. Sì, questa è la volta buona per chiamarlo con il suo nome di battesimo, lasciandoci alle spalle il suo soprannome ”Iena White”, ed il motivo è tutto racchiuso in questo nuovo album del rapper napoletano.

In ”Tarantelle”, infatti, come da previsione, l’artista va a trattare in maniera molto personale e vissuta il periodo buio attraversato negli ultimi anni, dove si è ritrovato schiavo della droga ed ad un passo dal baratro. 

L’album si apre con un rapidissimo freestyle in ”Ghandi”, un breve brano che va a contestare un mondo (rap, sopratutto) fatto di apparenze e decantazione di se stessi; la base ha richiami trap, che ritroviamo anche nel secondo brano, ”Un palmo dal cielo”, il primo di tanti pezzi molto sentiti e personali: qui, Clementino ci racconta svariati sogni notturni, sintomo di un subconscio molto sensibile. 

La prima collaborazione di questo progetto la si incontra in ”Alleluia”, con il rapper romano Gemitaiz: un brano di denuncia ma sopratutto autocelebrativo; e l’encomiasticità la si può ritrovare anche nel featuring con il giovane Nayt in ”Hola!”, coaudivata da un flow di entrambi di altissimo livello.

”Mare di notte” è forse il brano più radiofonico dell’album, ed anche il più nostalgico: Clementino va a ripercorrere i bei momenti di una storia oramai giunta al termine; un mood simile lo possiamo ritrovare nella bellissima ”Freddo”, un’ appassionata richiesta di sostegno e supporto sentimentale e morale, spalleggiata come il brano precedentemente citato da dei ritmi pop molto interessanti. 

La malinconia e l’introspezione si materializzano nuovamente nel brano che da il nome all’album: qui il rapper rammenta e ripercorre momenti particolari dell’infanzia, con l’ausilio del dialetto napoletano, suo imprescindibile marchio di fabbrica. 

Un’idioma che viene rispolverato anche nella dodicesima traccia dell’album, ”Smoke Bong”, un brano esplicitamente dedicato alla marijuana, al pari di ”Sempreverde”: in entrambi i brani vengono utilizzate sonorità reggaeton e giamaicane, a rafforzare gli argomenti trattati.

”Versi di te” e ”La mia follia” sono invece i brani più sentiti e confidenziali di questo progetto: se nella prima viene trattato un Clemente in fase di ripresa, nella seconda viene trattato con maggiore intensità il tema della cocaina, uno spettro che ritorna alla mente del rapper e che viene ripercorso con sdegno. 

Le collaborazioni con Fabri Fibra e Caparezza sono probabilmente i brani che più esulano dal resto dell’album: in ”Chi vuol essere milionario?” con il rapper di Senigallia ci viene proposto un sound fresco, estivo, che ci elenca una paradossale lista di investimenti che si potrebbero effettuare se si fosse ricchi; in ”Babylon”, invece, come da previsione, viene proposta una critica alla società moderna, incalzante ma riflessiva.

L’album si chiude con la speranzosa ”Diario di bordo”, un brano ottimista e che ci riconsegna un Clemente abile e arruolabile ad un nuovo percorso artistico e di vita: nel brano, infatti, il rapper ci descrive la felicità dei momenti di vita quotidiana postumi alla sua uscita dalla comunità, ringraziando i colleghi per il supporto e dando nuova linfa vitale alla gioia d’esistere.

L’album di Clementino non ha tradito le attese: l’artista ci ha consegnato un prodotto convincente e fortemente sentito, vissuto, dandoci inoltre prova di come le abilità del rapper non siano state in alcun modo scalfite dal periodo buio recentemente trascorso; al contrario, abbiamo avuto il piacere di ascoltare un progetto maturo, e che speriamo possa essere d’aiuto per quelle persone che stanno incontrando le medesime difficoltà.

 

TRACCIA PREFERITA: FREDDO

GIUDIZIO FINALE
8/10
Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *