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Subsonica – Realtà Aumentata | Recensione | Primo Ascolto

Pur non essendosi mai “sciolti”, quello dei Subsonica si può definire a tutti gli effetti come un ritorno, per lo più graditissimo. In primis, per ragioni temporali: uscito lo scorso 12 gennaio, “Realtà Aumentata” arriva a quattro anni di distanza da “Mentale Strumentale”, cinque dalla riedizione speciale “Microchip Temporale”, mentre l’ultimo disco di inediti “8” dista addirittura sei anni.

Ma è ancor di più un vero ritorno in quanto frutto di una presa di coscienza della band: messi da parte gli screzi del passato, sono giunti alla conclusione che questo 2024 avesse bisogno di un loro nuovo progetto. Così, il più puro degli intenti di espressione artistica ci ha regalato infine un Album con la A maiuscola.

“Realtà Aumentata” appare infatti come una sorta di manifesto di ciò che sono i Subsonica sin dal lontano 1996. Nonostante l’apprezzata varietà sonora proposta, rimane protagonista il concept scelto: la distopica epoca contemporanea, in tutte le sue fragilità, contraddizioni e preoccupazioni.

Naturalmente, il gruppo non è nuovo alla stesura di canzoni socialmente “impegnate”, ma qui si raggiunge l’apice: l’individualismo di “Cani Umani”, la chiusura mentale e l’inspiegabile nostalgia di “Pugni di Sabbia”, il perenne conflitto interiore ed esteriore di “Universo”. Il risultato finale è semplicemente un disco di pregiatissimo calibro, destinato probabilmente ad essere ricordato come uno dei più riusciti in carriera.

Menzione d’onore per “Scoppia la Bolla”, dove i Subsonica uniscono le forze con i rapper Willie Peyote ed Ensi per mettere alla gogna complottisti e negazionisti di ogni tipo, per una collaborazione tutta “made in Turin”.

Alla luce di tutti questi fattori, appare come un gran peccato che ai Subsonica sia stato negato il ritorno a Sanremo. In primis, poiché a distanza di 24 anni dalla celebre partecipazione con l’immortale hit “Tutti i miei sbagli”, sarebbe stato il giusto omaggio alla loro grandiosa storia. Ma soprattutto perché almeno uno dei temi da loro affrontati, causa estrema rilevanza e attualità, avrebbe meritato di essere portato sul palco dell’Ariston.

Traccia preferita: “Universo”

 

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