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COEZ – E’ SEMPRE BELLO

Quinto album per l’artista romano Silvano Albanese, in arte Coez, salito alla ribalta per il grande successo dello scorso album, ”Faccio un casino”, uscito nel maggio 2017 ma decollato definitivamente a settembre del medesimo anno con l’uscita del singolo ”La musica non c’è’‘. 

Il suo ultimo lavoro si intitola ”È sempre bello”, come il singolo che ne ha preceduto l’uscita, e ci presenta una tracklist di 10 tracce senza alcuna collaborazione. 

La prima traccia, ”Mal di gola”, tratta con rammarico ed amarezza la chiusura di una storia, e subito ci mostra un Coez molto attinente agli ultimi lavori, lontano dallo stile che lo rappresentava agli esordi.  A seguire, la traccia che da il titolo all’album, che abbiamo imparato a conoscere e che osserviamo ormai da parecchie settimane tra le prime posizioni delle classifiche. 

Si prosegue con ‘Catene”, dove vengono riprese in pieno le sonorità indie pop che lo hanno reso celebre: Coez qui ci parla della necessità di un nesso per mantenere vivo un rapporto. Con ”Domenica”, invece, veniamo immersi in sonorità anni 80, con una produzione che ricorda lontanamente ”Da sola/In the night” di Takagi & Ketra, e compara il giorno festivo con le cose belle della vita. L’album scorre veloce, piacevolmente. 

In ‘‘Fuori di me” , forse la traccia più profonda dell’album, Coez ragiona su un momento di forte destabilizzazione, mentre con ”La tua canzone’‘, molto pop, si tende a erigere l’allegria dell album: il pezzo è simpaticamente ”paraculo”, con una sorta di dedica da usare ad ogni evenienza. 

Molto piacevole anche ‘‘Gratis” , traccia numero sette dell’album , che produce una visione poco lucida della vita, seguita da ‘‘Ninna nanna”: chitarra e voce a creare un pezzo simil grunge, chiarissima hit da live, che forse avremmo preferito al termine dell’album.

Il lavoro si accinge alla chiusura portandosi su attinenze rock, molto marcate sulla malandrina ”Vai con Dio”,  che tratta il tema dell’autoerotismo in maniera piuttosto velata, e piu soft nella traccia conclusiva, ”Aeroplani”, che narra estratti di vita di un infanzia tribolata. 

Con questo album Coez dimostra di aver captato i gusti dei propri fan, abbandonando definitivamente le sonorità rap dei primi anni e schierandosi apertamente in direzione di un Indie pop facilmente orecchiabile e canticchiabile, dunque mainstream, che si fa apprezzare anche per i testi leggeri, a volte autobiografici, ma sempre avvezzi a raccontare qualcosa che in cui ci identifichiamo anche noi ascoltatori. Se dobbiamo trovare degli aspetti negativi potremmo contestare la lunghezza totale dell’album, piuttosto breve, e l’ assenza di ospiti: scelte comunque opinabili, che non intaccano l’indiscutibile valore di questo prodotto. 

TRACCIA PREFERITA: CATENE

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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