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Coez torna finalmente a farci “Volare” in un Alcatraz tutto esaurito [LIVE REPORT]


Sono le 20.45 di giovedì sera e l’aria a Milano è pungente e primaverile allo stesso tempo, ma i brividi che percorrono il nostro corpo non hanno nulla a che fare con il tempo. Ricominciare a mettersi in fila per entrare dentro i locali e gli stadi che ospitano i concerti è ossigeno puro dentro di noi e mentre vediamo da lontano l’entrata dell’Alcatraz, discoteca sede di numerosi concerti internazionali, non possiamo fare a meno di sorridere da sotto la mascherina.

In poco tempo siamo dentro e tutte le emozioni che si erano sopite dentro di noi in questi due anni di stop si risvegliano, mentre ci guardiamo intorno: il locale è pieno, segno che la voglia di ricominciare a cantare insieme ai nostri artisti preferiti è tanta ed è condivisa. Questa sera siamo qui per Coez, il concerto è sold out e, dopo aver sbirciato un po’ la scaletta della serata, promette più che bene. Improvvisamente si abbassano le luci ed entriamo tutti in modalità fan, mentre le prime note di “Wu-Tang” fanno scatenare la folla già in fibrillazione. Un pezzo super carico in cui Coez, con la sua tuta arancione e i capelli verdi, coinvolge appieno tutto il locale che lo segue e canta insieme a lui.

È il momento ora di alcuni brani meno arrabbiati e più da accendino acceso che si muove a tempo: “sarebbe più facile, vivere tra le nuvole” canta Coez e non potremmo essere più d’accordo, mentre ondeggiamo sulle note di “Fra le nuvole”, “Flow easy” e “Le luci della città”, e possiamo giurare di aver sentito ogni singola persona cantare “salto nel vuoto, vieni con me?”. Ci guardiamo intorno mentre “Ol’ dirty” ci fa saltare, e notiamo come il pubblico sia composto da numerose generazioni e come la musica riesca davvero ad unire le persone. Coez parla con alla sua, gente, ringrazia la band e cerca di sopperire alla mancanza di ospiti durante la serata, ma “Occhiali scuri”, così come “Sesso e droga”, “Cerchi con il fumo” e “Crack” risentono dell’assenza di Gemitaiz, Guè, Neffa, Salmo e Massimo Pericolo: ne apprezziamo comunque le versioni più soft dei brani, ed il fatto che possiamo comunque cantare insieme a Coez le nostre frasi preferite “E adesso, aspetto qua, qui dove nessuno viene, mai nessuno se ne va”.

Non solo il nuovo album, ma anche perle di qualche anno fa sono le protagoniste di questo concerto che ci sta piano piano lasciando senza voce: “forse per te, potrei rigare dritto, superare gli ostacoli, ci credi ai miracoli?” canta Coez in “Jet”, pezzo del 2015 che solo i fan più datati riescono ad apprezzare appieno, seguita dalla fortunata “Come nelle canzoni”, colonna sonora del 2021 (“e adesso che nemmeno mi saluti, amore vaffanculo” rimane la frase più utilizzata nelle storie sui social) che ha fatto crollare l’Alcatraz, tanto è stata gridata dal pubblico, seguita solamente da “dici di si mentre te ne vai un po’ di te, rimane qui anche se non vuoi, amami o faccio un casino” (“Faccio un casino”).

“Bomba a mano”, “Occhi rossi” e “Margherita” ci riportano nel mood più indie classico di Coez mentre la sua anima rap esce all’ennesima potenza con “E yo mamma”, dedicata da quasi tutti nella vita, almeno una volta, alla propria mamma. “Niente che non va” ci parla dritta al cuore: la ascoltiamo ad occhi chiusi per cogliere ogni minima sfumatura e mentre Coez ringrazia la band, gli organizzatori ed il pubblico, cerchiamo di nascondere i nostri occhi rossi, concentrandoci su “Le parole più grandi” ed “Ali sporche” in cui troviamo il Coez più introspettivo e fragile. Il trittico “Lontana da me”, “È sempre bello” e “La musica non c’è” ci fa definitivamente perdere la voce e mentre Coez si prepara a chiudere il concerto, riversando tutta l’energia rimasta in “Faccia da rapina”: saltiamo per tutti i 4 minuti che ci rimangono e all’accensione delle luci ci serve un momento per riprenderci ed uscire dal locale. Strada facendo non riusciamo a smettere di pensare che “la differenza fra un elastico e una corda una si spezza se la tiri, l’altro dopo immensi giri torna”, ed è proprio come se questi due anni non siano mai esistiti: la musica è sempre stato il nostro elastico e Coez, questa sera, ci ha fatto definitivamente “Volare”.

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