All’alba dei dieci anni di carriera del poliedrico duo, musicale e nella vita, i Coma_Cose ci regalano il dolcissimo “VITA_FUSA”, che racconta, a modo loro, il passato, il presente e il futuro, sempre per mano, anche nei momenti più bui.
Sperimentazione e poetica strumentale, uniti a testi intimi e sempre attuali compongono il nuovo progetto discografico dei due artisti, che sono lanciati verso l’iperspazio musicale. “QUANDO TI HO CONOSCIUTO” riprende la storia dei Coma_Cose come coppia, dall’incontro, che era solo un appuntamento, e che è diventato una grande storia d’amore recentemente culminata in un matrimonio. È sorprendente pensare quanto una persona sconosciuta possa improvvisamente sconvolgere tutta la nostra vita: bastano un paio di occhi giusti, un profumo che ci fa stringere lo stomaco o una frase che rimane legata al nostro cuore e siamo inevitabilmente persi.

“CUORICINI” è tra i brani più orecchiabili dello scorso Festival di Sanremo e tutti, almeno una volta in questi mesi, ci siamo scoperti a cantare il suo ritornello. Per quanto possa sembrare una canzone leggera e coinvolgente, nasconde proprio la verità delle relazioni moderne, sempre più dipendenti dalle reazioni altrui, da quel cuore da cliccare che se non raggiunge un certo numero allora non vale neanche la pena vivere quella situazione. Siamo ormai legati all’approvazione delle persone che ci stanno accanto, così tanto che inconsciamente non facciamo più niente di spontaneo, per paura delle critiche o dei giudizi, ma più ci limitiamo e più soffochiamo la parte migliore di noi stessi: la nostra unicità.
Alla fine di tutto, vogliamo solamente tornare a casa, nel nostro nido, proprio come “DUE GATTI A MILANO”, e mentre fuori piove noi ci accoccoliamo sul divano, con una tisana in mano, aspettando il ritorno di chi rende la casa un’esperienza e non solo un luogo. Attendiamo quel momento in cui sentiamo la chiave che gira nella serratura e sappiamo che non siamo più soli: il nostro universo è tornato e possiamo solo sperare di essere abbastanza per tutta quella luce che ci illumina. Arriviamo ad una “CANZONE CHILL”, che ci elenca quali sono le cose che ci servono per andare avanti in questa vita, tipo conoscere sé stessi, riuscire a raggiungere i nostri desideri, essere sempre al nostro meglio; ma alla fine, tutto quello che ci serve davvero, è una stanza in cui stare stesi ad osservare il soffitto, mano nella mano con chi riusciamo a stare anche in silenzio senza imbarazzi, quasi come fossimo dei fiori su un prato, sospesi.

Abbiamo imparato ad amare “MALAVITA” e “POSTI VUOTI”, che ci fanno ballare a modo loro, tra mandolini ed echi del nostro cuore quando ritorna ad essere un buco nero: riusciamo ad evadere e ritornare con i piedi per terra nel giro di cinque minuti, e vorremmo solamente trasferirci ad “HONOLULU”. Un brano che racconta la devastazione di una dipendenza sottoforma di lettera ironica, e che ci lascia una luce di speranza, quella luce da seguire per tagliare i ponti con un passato disperato, in cerca del proprio paradiso personale. “SALICI” ripercorre la vita dopo l’adolescenza, fino a ritrovarci tutti trentenni e quarantenni nostalgici, e se l’unica certezza dei Coma_Cose è che stanno ancora insieme, noi siamo ancora in cerca del nostro posto, mentre guardiamo i fuochi d’artificio dall’alto di un grattacielo e ci riconosciamo in quelle scintille colorate, che come appaiono scompaiono, manon prima di aver lasciato tutti a bocca aperta. “G.O.O.D.B.Y.E.” è il degno brano di chiusura dell’album: uno sguardo al rock-pop degli anni ’90 ci dona energia e voglia di ricominciare, e ci lascia con un sorriso maliconico.
La “VITA_FUSA” dei COMA_COSE ci prende, ci fa ballare, ci fa sorridere e ci fa anche pensare, ci porta in una dimensione alternativa che ci fa chiedere: sei dove volevi essere 10 anni fa? Se no, ed è ancora quello il tuo desiderio, cambia le cose.
Traccia preferita: “DUE GATTI A MILANO








