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COMA COSE – HYPE AURA

Dopo due anni di intensa programmazione ed un gran numero di date live, ecco finalmente l’album d’esordio dei Coma Cose.

Un lavoro zeppo di riferimenti alla città dove vivono, Milano: Duomo, Darsena, Colonne, sono tutti luoghi dove sono ambientati i racconti di questo particolare duo. Fausto & California, infatti, si sono conosciuti in Ticinese, e gli è bastato poco per capire che si completavano.  Lui, alias Edipo per i nostalgici con memoria a lungo termine, nel booklet si presenta con un look alla Claudio Amendola nel remake di ”Er Monnezza”; il suo synth ci incanta da parecchio tempo ( il suo primo lavoro risale a nove anni fa), ma lo preferivamo con la barba alla Conor McGregor. Lei, invece, si porta dietro da sempre un look mascolino ma sexy, e ci ricorda nella voce fortemente La Pina.

L’album si apre con la hit del momento, ”Granata”, che subito mette in chiaro lo stile della band, fatto di testi e doppi sensi incastrati alla grande, con fantasia, leggerezza, ironia e un sound innovativo. Si prosegue con ”Mancarsi”, pezzo più poppeggiante e che rieccheggia subito in testa: le metriche in stile Coez fanno spesso questo effetto.

Con ”Beach Boys distorti” esce fuori finalmente l’anima acid pop della band, con risvolti rap (la strofa di Fausto spacca davvero) addirittura a tratti trap. La quarta traccia, invece, ”Via gola”, è stato il primo singolo di questo album: racconta la storia di una notte di eccessi, con descrizioni coinvolgenti di momenti e sensazioni. L’indie pop di ”A lametta” presenta un testo caparbio e astratto, mentre con la sesta traccia, ”S.Sebastiano”, si rende merito al loro essere  ”strani”, alternativi, diversi: questo viene giudicato come fattore determinante della loro ascesa.

”Mariachidi”, è un pezzo piuttosto autocelebrativo, a tratti quasi presuntuoso, secondo il nostro parere studiato per il live e per galvanizzare i propri fan, che si esalta con l’alternanza di elettronica e strumentale.

A chiudere l’album ci pensa la riflessiva ”Squalo”, song numero 8, che precede ”Intro”, traccia di chiusura del lavoro: una sorta di cantico, dove i due interpreti si ripetono in loop che, comunque vada, alla fine di tutto rimarranno loro e i loro sentimenti, quasi come fosse una visione malinconica che ripercorre i i momenti passati a progettare questo lavoro.

Insomma, un buonissimo inizio per questo duo, che ci potrebbe capitare d’ incontrare quest estate nei migliori festival italiani (oltre, ovviamente, nel loro tour). Infatti, come descritto nel track by track, il loro sound è qualcosa di nuovo, giovanile, che piace; si ha come l’impressione che questo album sia uscito al momento giusto, in tempo per cavalcare l’ondata favorevole sia indie che rap italiana. Lo stile urban dettato dagli svariati riferimenti al capoluogo milanese lo rende un lavoro ancora più apprezzabile e sicuramente apprezzato da chi conosce le sfumature di questa città.

TRACCIA PREFERITA:  BEACH BOYS DISTORTI

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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