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COMRAD – NATI STELLE | Recensione | Primo Ascolto

Per noi di Primo Ascolto i COMRAD non sono una novità discografica: “Placenta“, EP rilasciato durante la primavera del 2023, aveva portato alla nostra attenzione una band capace di proporre un punk rock emotivo ed ambizioso, in linea con ciò che ha caratterizzato (anche se tramite sonorità diverse) il percorso artistico del loro frontman Giò Sada, vincitore di X-Factor nel 2015.

Con “NATI STELLE“, uscito lo scorso 29 novembre per la label Kallax Records, queste prerogative vanno ad incontrare delle riflessioni sullo status dei cinque componenti, in un mondo che spesso spinge verso l’emarginazione: un richiamo all’alienazione moderna che ci ha ricordato il pensiero di filosofi esistenzialisti come Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, che esploravano l’importanza dell’autenticità e della libertà individuale in un mondo spesso oppressivo. La subordinazione a un sistema di potere resistente al cambiamento va a riflettere la critica dei COMRAD sulle strutture di potere che nostro malgrado controllano le esistenze di ognuno di noi, ed in questo preciso momento storico la ponderazione è quanto mai azzeccata.

Al tempo stesso, “NATI STELLE” diventa un manifesto di speranza e rivalsa: un invito a riscoprire l’umanità attraverso la solidarietà e l’immaginazione di un futuro diverso. Il sound, se confrontato con il precedente lavoro, si fa sempre più nitido, roccioso e compatto, sintomo di una vera e propria urgenza comunicativa che emerge vivida dai testi proposti, come ad esempio in “Meteoriti”, “Dolcedorme” o nella stessa title track.

In realtà tutti i brani proposti hanno un impatto immediato sull’ascoltatore, grazie a ritmiche senza mezzi termini ed alla voce urlata ma melodica di Giovanni (vero punto di forza), che riesce ad infondere delle digressioni emo ad un lavoro improntato già di per sé sulla perturbabilità. Nonostante il background, i ritornelli puntano spesso sull’armonicità della linea vocale, anche se accompagnata da cangiamenti crossover o punk-hardcore. Apprezzabile anche il featuring in chiusura del progetto con gli Elephant Brain, altra band affezionata alle distorsioni musicali e ai testi introversi.

Insomma, “NATI STELLE” è un lavoro energico e fortemente comunicativo, impetuoso per necessità melodica e assennato per esigenza lirica. Sicuramente questo album troverà il suo habitat naturale nella dimensione live, forte di una strada stilistica che è ormai l’indissolubile marchio di fabbrica dei COMRAD.

 

 

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