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Con “umore” ANXIETY è riuscito a raccontare il suo flusso di emozioni [INTERVISTA]

Con una fusione avvincente di indie e lo-fi elettronico ANXIETY, talentuoso cantautore romano classe 2006, ha catturato la nostra attenzione con il suo ultimo singolo, “umore“.

Attraverso testi sinceri e senza fronzoli, il giovane artista riesce a trasmettere un’autentica malinconia che si riflette nella sua musica intricata e coinvolgente. In questa intervista abbiamo cercato di esplorare il suo viaggio musicale e l’ispirazione dietro il suo ultimo lavoro, oltre a comprendere i suoi obbiettivi futuri.

Ciao Tommaso, benvenuto su Primo Ascolto. “umore”, il tuo nuovo singolo, è ormai fuori da qualche giorno: sei soddisfatto dei feedback ricevuti fino ad ora?

Devo dire di sì, il pezzo è piaciuto, non ha avuto la visibilità che secondo me meritava, però ho visto che è stato apprezzato parecchio e sono molto contento di questo.

Il brano racconta di un rapporto intenso, che hai deciso di esprimere tramite liriche brevi ma profonde: è un testo che è emerso con naturalezza da emozioni che hai vissuto in prima persona?

Assolutamente. Il brano racconta della mia prima esperienza sessuale e credo di essere riuscito al meglio (tra strumentale e armonizzazioni varie della voce), ad esprimere il crescendo di emozioni che ho provato in quel momento.

Nonostante la tua giovanissima età sono già diversi i tuoi brani presenti sulle principali piattaforme streaming, soprattutto rilasciati nell’ultimo anno: c’è n’è uno che vorresti citare a cui sei legato particolarmente?

“Sara” è uno dei miei brani più profondi. Parla di una ragazza che soffre di depressione e la racconta tramite diverse sfumature della sua vita. Ho scritto quel brano quando avevo solo 15 anni, ma credo sia uno dei miei preferiti ancora oggi.

Uno dei tuoi punti di forza fino ad oggi è stata la commistione e la varietà di generi, che ha messo in mostra un’ottima poliedricità. L’abbandono delle radici indie possiamo considerarla una scelta definitiva oppure un accantonamento provvisorio?

Assolutamente no, non abbandonerò l’Indie. Per me è sempre difficile rispondere alla classica domanda che viene posta come “che genere fai?”, questo perché appunto non sento di appartenere ad un genere. Sono un artista, posso fare qualsiasi tipo di genere rimanendo sempre Anxiety, dal pop al rap, passando per l’indie e l’r&b. È questo che secondo me rende la mia musica speciale.

Premettiamo che è molto più interessante di tanti progetti di artisti più esperti ma, guardandoti indietro, pensi che la pubblicazione del tuo primo EP “Canterò di noi” sia stata una scelta prematura, considerando che avevi compiuto da poco 15 anni nel giorno della pubblicazione, oppure lo consideri un passaggio importante del tuo percorso?

Lo considero importante, ma tornando indietro non lo avrei pubblicato. Era ancora un progetto non abbastanza maturo per il grande pubblico, e credo che questo abbia rallentato un po’ i miei risultati. Penso che durante la mia breve carriera abbia raggiunto due tipi di maturità musicale: la prima l’ho avuta pubblicando “Fragili”, e la seconda con “Umore”. In quest’ultima ho acquisito più consapevolezza di me e della musica che mi piace produrre, quindi aspettatevi grandi progetti da ora in poi.

Prima di salutarti, ti chiedo: dobbiamo aspettarci nuovi brani a breve termine oppure hai in mente di rilasciare un progetto inedito più esteso in questo 2024?

Quest’anno mi concentrerò sulla qualità dei brani. Ne pubblicherò un po’, ma ancora è prematuro parlare di Ep o Album.

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