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Con uno storytelling sofferto, “Tutto resta” di Rocco Hunt c’insegna che ogni volta può essere l’ultima [ANALISI DEL TESTO]

“Voglio parlarvi di una ragazza
e della sua storia
Ho già la pelle d’oca.
La ricordo a memoria:
Il suo viso, le sue labbra,
la sua intelligenza
Mi innamorai dei suoi discorsi non dell’apparenza”

Il rapper è esplicito fin dal primo verso nell’annunciare che ci troviamo di fronte ad uno storytelling sentimentale. Il brano in questione è “Tutto resta” contenuto nell’album “‘A verità” di Rocco Hunt. Le parole ci fanno capire che ascolteremo il racconto di una ragazza, il cui ricordo basta a risvegliare nel cantante l’emozione per il passato. La ricorda in ogni minimo particolare fisico e non: si innamorò di lei per come parlava, per i concetti che esprimeva, per la sua intelligenza. Non per l’aspetto esteriore o l’estetica.

“Ogni ragazzo la chiamava
ma non si fermava
La classica ragazza seria
che sa ciò che vuole
Quella che non te la dà,
se si affeziona ti dà il cuore”

Una ragazza attraente che tutti volevano per loro. Ma lei andava dritta per la sua strada. Una che non si sarebbe concessa mai, ma nel momento in cui l’avesse fatto avrebbe dato tutto il suo cuore.

“Aveva il mondo che girava
intorno al suo sorriso
Sembra banale ma
è la cosa più bella che ho visto
Le altre ragazze giudicavano, parlavano
Avevano i rimorsi di quanti maschi scopavano”

Tutti erano attratti dal suo sorriso e dalla sua bellezza. Tutti quanti. Per l’artista non c’è mai stato qualcosa di più bello. Tutte le altre ragazze erano giudicanti, pettegole e profondamente infelici oltre che pentite dei rapporti occasionali che intrattenevano superficialmente. L’esatto opposto, rispetto a lei. Totalmente estranea a queste dinamiche.

“Lei era diversa, fottutamente diversa
E chiedergli di uscire era battaglia persa
Non si curava dell’aspetto dei ragazzi
Non si innamorava di nessuno,
né ricchi, né poveracci”

La ragazza di cui canta Rocco era profondamente diversa da tutte quante. Non c’era modo di attrarla, non si poteva uscire con lei nemmeno pregando. Non c’era nulla che potesse far breccia in lei, né l’aspetto estetico dei ragazzi né il portafoglio gonfio. Non si innamorava di nessuno in nessun caso.

“Non c’è nulla che si può dimenticare
Tutto resta
Amiamo con la testa per non starci male
Il tempo non ci cambia
Rivela ciò che siamo
(Lo sai se vuoi una cosa corri a prenderla)”

Il ritornello viene qui ripetuto due volte per imprimere nella mente dell’ascoltatore il vero significato del pezzo. Tutto quanto resta, tutto quello che viviamo, tutto quello che passiamo e di cui magari non ci curiamo più di tanto. Il tempo non cambia quello che siamo, anzi, rivela la nostra reale natura. E l’ultima frase è un monito per tutti: se vuoi una cosa corri a prenderla.

“Presi coraggio e andai
Ogni tanto parlavamo
del più del meno senza
esagerare mia
Le piaceva tesla, le riempivo la testa
Ricordo il libro sul complotto che le regalai”

Rocco sfidò tutto quanto, sfidò anche la legge non scritta della scuola in cui si trovavano. Nessuno si avvicinava a lei perché a nessuno veniva dato il modo di provarci. Ma il cantante non ebbe paura e si fece avanti. Iniziò a parlare con lei del più e del meno, piano piano. Fra discorsi riguardo Nikola Tesla e libri di complottismo, scambiati come regalo, i due cominciarono ad avvicinarsi. Il muro era rotto.

“Stavamo spesso insieme
Non ero come gli altri
Lo capì semplicemente dai miei sguardi”

I due iniziarono sempre di più a comprendersi, aumentando il tempo che passavano insieme e anche lei si rese conto che lui non era come tutti gli altri.

“Le parlavo dell’hip-hop e del mio sogno nel cassetto
Mi rincuorò dicendo un giorno tu farai un concerto
Fumavamo naturale
Fuori scuola sulle scale
Per sentirci più ribelli
ancora le chiudevo male”

Mentre fumavano sulle scale fuori scuola, i sogni nel cassetto di Rocco prendevano vita, dipingendo il suo futuro immaginario fra successo e Hip-Hop. Lei già credeva in lui, essendo sicura che un giorno avrebbe potuto fare un concerto tutto suo.

“All’improvviso ci baciammo
Poi scappò piangendo
È passato molto tempo ma non scordo quel momento”

Il muro, definitivamente rotto, crollò inesorabile. Improvvisamente i due si baciarono, ma il momento potenzialmente più felice della coppia si incrinò immediatamente perché lei scappò via in lacrime. L’artista sottolinea che, anche a distanza di diverso tempo, non l’ha mai dimenticato.

“Non l’ho rivista più,
purtroppo è andata via
Mi parlava dei suoi sogni
e non della sua malattia”

E qui si rivela la realtà. La ragazza scappò via per la paura. Per la paura della travolgente felicità che poteva farle provare quella sensazione, ben sapendo che non sarebbe durata. Nonostante la malattia che, fra le righe lo si fa capire molto bene, era terminale, la ragazza non si soffermava a parlare e riflettere sulla sua patologia, quanto piuttosto sui suoi sogni e le sue passioni. Esaltando la vita e non la morte. Ecco perché non si concedeva a nessuno, non voleva intessere alcun legame. Per la paura del dolore. Ma per una volta si era sentita talmente capita, talmente ascoltata e talmente compresa da volersi lasciare andare.

“La porterò nel cuore,
fine della storia,
amate chi vi ama,
può essere l’ultima volta”

Un monito, un insegnamento, un ordine morale. Queste righe ci ricordano in continuazione l’unica azione buona, sincera e vera che potremmo e dovremmo fare sempre: amare chi ci ama. Restituire l’affetto e il bene che ci vengono trasmessi senza mai dimenticarsi che ogni volta può essere l’ultima.

“Non c’è nulla che si può dimenticare
Tutto resta, amiamo con la testa per non starci male
Il tempo non ci cambia, rivela ciò che siamo
(Lo sai se vuoi una cosa corri a prenderla)”

Il ritornello, nuovamente ripetuto per due volte, chiude il brano lasciando l’ascoltatore alle proprie riflessioni.

“Tutto resta” è un brano dal forte impatto. La morte e la malattia che aleggiano fra le strofe, nello storytelling musicale carico di sofferenza con cui Rocco Hunt racconta la storia di una giovane ragazza che se n’è andata troppo presto e non ha potuto realizzare tutti i suoi sogni, sono il monito che l’artista sfrutta per imprimere nell’ascoltatore il desiderio di non ignorare la bellezza della vita e dell’amore, oltre che dell’amare. La canzone portata al pubblico da Rocco Hunt è un brano di forte poesia musicale, il cui testo ci spinge a riflettere in continuazione su quanto siamo davvero fortunati a poter esprimere il nostro amore alle persone che ci stanno vicino e lo ricambiano. Questo è l’ennesimo esempio di quanto la musica abbia il potere di veicolare messaggi fondamentali come nessun altro mezzo è in grado di fare.

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