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Corteccia: “Le nostre quadrilogie una novità per provare a ripartire” [INTERVISTA]

Abbiamo intervistato nei giorni scorsi Pietro Puccio e Simone Pirovano, duo di autori che ha dato vita al suggestivo progetto musicale Corteccia, da noi recensito recentemente. 

Ciao, benvenuti su Primo Ascolto. “Il ritorno dei viaggiatori”, vostro ultimo singolo, è un brano che trasmette la solitudine e l’attesa di un momento indefinito, in cui è facile immedesimarsi. Quanto ha realmente influito non poter viaggiare nell’economia delle vostre vite? 

Ciao, e grazie dell’invito!
Sì, in effetti con questo brano abbiamo proprio cercato di parlare di qualcosa che appartenesse a tutti.  “Il racconto dei viaggiatori” racconta varie solitudini e tentativi di incontro che però sembrano non verificarsi mai: persone divise da chilometri di distanza; persone che cercano di scambiarsi qualcosa, ma muovendosi in parallelo non possono farlo. Poi però si accende una luce, sulla coda finale del pezzo, in cui si dà una speranza sul fatto che riprenderemo a muoverci e si riuscirà nuovamente ad incontrarsi. Sta già avvenendo. Non poter viaggiare ha effettivamente influito in modo più subdolo di quanto sembrasse… alla fine sono cose che ti scavano dentro senza che quasi te ne accorga. Ma rimane l’ottimismo per una ripresa che è evidentemente molto più vicina

L’idea di avventurarsi in una quadrilogia è ambiziosa e richiede un sacco di energie soprattutto mentali. Da dove è nata l’idea di disporre un progetto così strutturato, e quanto ha influito l’avvento del lockdown sulla messa in opera del lavoro? Come dicevamo poco fa “Il ritorno dei viaggiatori” prende spunto essenzialmente (o anche) dal periodo pandemico…

Abbiamo iniziato a lavorare alle Quadrilogie perché c’era la necessità di ripartire con qualcosa di nuovo, ma senza dover pensare ad un album intero. Essere più brevi ci sembrava un modo interessante di procedere. Tre gruppi da quattro canzoni, e ogni gruppo con un tema a sé. La realizzazione però non è stata meno faticosa che lavorare a 12 brani contemporaneamente. Ed è vero che mentalmente, come dite voi, ha comportato una certa fatica, perché la scrittura, da tutti i punti di vista, volevamo fosse molto coerente, più chiara che in precedenza e che rispecchiasse meglio la nostra poetica, se così si può dire, e il nostro suono. Poi c’è il fattore “tema”, che da una parte è un aiuto, perché ti accompagna in un ambito prefissato. Dall’altro rende la scrittura più difficile perché bisogna sottostare a dei paletti (che peraltro ci siamo dati da soli). Dopodiché la brevità e quindi la velocità con cui si sarebbe potuto presentare il lavoro sono state bloccate dal lockdown, che ha inevitabilmente rallentato tantissimo la produzione, anche perché viviamo in luoghi diversi (così come Sebastiano De Gennaro e Lorenzo Caperchi, che ci hanno supportato nella produzione e nel mix): tenere insieme i fili non è stato facile. Ma alla fine eccoci qui.

Quanto è cambiato il progetto Corteccia dal suo omonimo album di debutto, risalente a cinque anni fa? 


Il cambiamento è stato enorme. I pezzi sono più circostanziati e cercano di non disperdere energie in velleità. Anche i testi sono molto più attenti a comunicare e meno astratti di quanto non fossero cinque anni fa (anche se si cerca sempre di mantenere una parola che sia “densa” e non banale). Il suono poi è diventato mano a mano molto più aderente alle nostre necessità ed è ormai molto distante dal primo lavoro che risale al 2016.

Andando a curiosare tra tutte le vostre creazioni e peculiarità è emersa la grande importanza ed attenzione che da sempre conferite all’aspetto visual dei vostri progetti, come dimostra anche il videoclip dell’ultimo singolo: è un qualcosa su cui punterete forte anche in futuro? 

Senza dubbio. È semplicemente una forma mentale ed è, perlomeno per quanto ci riguarda, inscindibile dalle canzoni. D’altra parte il disegno è una pratica ricchissima di ritmo e musicalità e il suono rimanda quasi sempre a impressioni visive.

Ultimi quesiti, prima di salutarci: quali sono le vostre aspettative future? State ragionando anche in ottica live alla promozione del vostro lavoro?

Ci siamo già messi al lavoro con Sebastiano De Gennaro sulla terza e ultima Quadrilogia e contestualmente ci stiamo organizzando per i live. Ma molto dipende anche da come si rimescoleranno le carte dei concerti nei prossimi mesi rispetto al fattore Covid.

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