
Cosmo ritorna come acqua che scorre e ci riporta a “La fonte“, immergendoci in un nuovo album in cui la spuma del passato si intreccia con spruzzi di futuro. È un invito a riconnetterci con la natura e con il nostro Io più nascosto, quello che può ancora aiutarci a evadere.
Marco Jacopo Bianchi è uno degli artisti più radicali e riconoscibili della scena italiana contemporanea: produttore, cantautore, performer, ha sempre unito elettronica, introspezione e fisicità, trasformando la pista da ballo in un luogo emotivo e politico. Dai primi lavori con i “Drink to Me” fino ai suoi album solisti, ha costruito un linguaggio personale fatto di sperimentazione, corpo, spiritualità laica e ricerca sonora continua: il suo nuovo long play rappresenta un nuovo capitolo di questa evoluzione, più meditativo ma non meno pulsante.
“Tornare alla fonte” diventa così una dichiarazione di intenti: Cosmo ha lasciato l’ultima festa e si è rifugiato nei boschi, camminando dentro i suoi pensieri con la necessità urgente di ritrovarsi. Il sound resta elettronico e sperimentale, con beat che si rincorrono, synth e autotune che attraversano quasi ogni traccia. Diciamo “Ciao” a chi scappa e ci lascia stesi sul prato, o sulla sabbia davanti al mare, arresi e sfiniti. Proviamo ad ascoltare il battito del nostro cuore, ma veniamo trafitti dalle nostre paure, che tentiamo di relegare in un angolo della mente: a volte però riemergono prepotenti, e allora ci ritroviamo ad asciugare ogni piccola, stupida lacrima.

“Totem e tabù” ci trascina nei circuiti di un computer, immagini tipiche di un’epoca in cui la tecnologia ci connette in ogni senso: gli occhi possono guardare, ma non possiamo toccare. L’oggetto del desiderio fa ciò che gli chiediamo, ma noi non potremo mai assaggiarne gli ansiti, e restiamo in silenzio, nel buio. Tutti abbiamo qualcuno in mente ascoltando “Ogni giorno / ogni notte”, quel pensiero fisso che non ci abbandona: ci dissociamo da noi stessi, ripetendo un mantra ossessivo che genera immagini precise nella testa. “Per cosa mi sveglio ogni mattina?” continua a trafiggerci mentre corriamo in cerchio, alla ricerca di una goccia d’acqua che plachi la nostra sete prestazionale. Ci fermiamo solo davanti all’infinito, all’orizzonte, al sole che tramonta sul mare. Ogni giorno e ogni notte vogliamo tutto. Forse troppo. Forse dovremmo solo fermarci un attimo.
Per Cosmo, “La fine” è essere ridotti a un numero, non contare più nulla, restare indietro: significa aver sbagliato tutto. Bisogna ricominciare da capo per cambiare il finale e rimettere insieme i pezzi del cuore. Non sappiamo cosa ci manchi davvero, ma sappiamo che dobbiamo “Parlarne con te”. C’è sempre qualcuno che vede il nostro lato nascosto, l’altra faccia della luna, e quando entriamo nel suo mondo ci ritroviamo immersi in un paesaggio di archi e pianoforte, proprio come quello che Cosmo ci regala alla fine del brano.

“Per un’amica” e “Per mio fratello” raccontano due intimità diverse ma accomunate da una forte introspezione: la prima è sussurrata, con voce roca e pensieri autocritici, un grido d’aiuto appena accennato; la seconda è quasi una richiesta di scuse, un ricordo del passato, di un legame fatto di sentimenti forti e sensibili. Con “Incanto” restiamo sospesi in uno spazio-tempo indefinito: attorno a noi il vuoto, senza sapere se stiamo cadendo nei nostri tormenti o danzando tra le nuvole. “Venite a vedere” riporta in superficie le paure sottopelle e racconta una liberazione dell’anima, attraverso l’abbandono di una dimensione umana per raggiungere una pace forse solo immaginata, nata dall’attimo di dolore più intenso. E alla fine, dopo aver vibrato e atteso, “Sboccia il fiore”: il più importante di tutti, basta lasciarlo accadere.
Con “La fonte”, Cosmo costruisce un progetto più maturo e consapevole, senza perdere l’unicità delle sue produzioni e l’impronta elettronica che lo distingue. Come noi, anche lui è cresciuto, e ci restituisce intrecci tra passato e futuro che vengono lavati via dallo stesso scroscio d’acqua della nostra fonte personale.
Traccia preferita: Ogni giorno / ogni notte








