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Cosmo – La terza estate dell’amore [RECENSIONE]

La musica potrà pure essere una fabbrica, come dice Cosmo in “Antipop”, ma dopo aver ascoltato tutto d’un fiato il suo ultimo progetto è difficile ricondurre questa citazione all’autore stesso.
È uscito in sordina e senza i forti proclami a cui siamo abituati “La terza estate dell’amore”, il quarto album in studio del cantante piemontese, pubblicato lo scorso 21 maggio.
Per Cosmo “esplodono le bombe ma nessuno muore, la musica è legale, è il suono della gente che fa l’amore”: un esempio tra i tanti refrain presenti all’interno del disco e destinati ad entrarci in testa per farci ballare per tutta l’estate, perché quando c’è da “parolare” l’artista d’Ivrea si rivela, nuovamente, leader nel settore.
Un progetto che esprime la necessità di una socialità post pandemia, in una società i cui valori hanno fallito e che deve ricominciare quasi da zero: amore, speranza e voglia di ripartire sono i temi che vengono affrontati, in un modo tanto leggero quanto profondo ed efficace.
Quasi in contemporanea, tra Roma e Milano, installazioni di impianti audio hanno suonato a sorpresa tra parchi cittadini, case abbandonate e luoghi di aggregazione culturale (Monk, Magnolia, Tempiodelfuturoperduto, Forum di Assago): un segnale preciso, una dichiarazione d’amore alla musica nella speranza che torni a rompere il silenzio più forte di prima.
Dodici brani palpitanti che sono un antidoto al presente: un inno alla gioia, una vera e propria rinascita in cui non faticherete a trovare il vostro brano preferito, ne siamo certi.
Grandissima prova per Cosmo: aspettiamo solo di scendere nuovamente in pista per scatenarci.

TRACCIA PREFERITA: Mango.

TESTI
3.7/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4.2/5

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