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Crista ci ha raccontato “Non mi piaci”, il suo progetto più istintivo [INTERVISTA]

Crista, al secolo Alessia Pensalfini, è una cantautrice di matrice rock capace di mescolare le influenze più strong con la tradizione melodica italiana, senza mai tralasciare il significato delle proprie liriche.

Il suo nuovo album, “Non mi piaci“, uscito il 3 ottobre 2024, ci ha sorpreso proprio per i testi pungenti ed il suo stile unico: l’abbiamo intervistata, per comprendere al meglio tutte le sfumature del suo ultimo progetto in studio.


Ciao Alessia, benvenuta su Primo Ascolto.
Pochi giorni fa è uscito “Non mi piaci”, un album che racconta il tuo modo di essere e di pensare, ma anche le tue emozioni: quanto è stato lungo il concepimento complessivo?

L’album l’ho scritto molto di getto, credo non più di un mese, poi l’elaborazione dei brani è stata piú lunga e complessa. Non mi è molto facile quantificare il tempo in cui nascono le mie canzoni, è come se fosse presente e passato assieme, una sensazione o una suggestione vissuta anni prima può improvvisamente ritornare e prendere posto in un verso o in un ritornello. Molto spesso le scrivo in pochissimi minuti, sia testo che musica.

Si dice che le persone più forti caratterialmente sono anche le più sensibili: ti ritrovi in questa definizione? In “Senza di noi” e “Lascia stare” ti sei messa in gioco con il cuore in mano…

In realtà “Lascia stare” è una canzone che nasce da un sogno, è stata concepita dal mio inconscio. Al risveglio sono andata al pianoforte e ho finito di scriverla. “Senza di noi” invece è un brano scritto di getto, mi sono immaginata sul palco di Sanremo con tanto di orchestra che arrangiava e suonava con me. Non credo di sapere quanto io sia “forte” di carattere, è un tratto della personalità che vedono piú gli altri in me, di sicuro ho la determinazione in quello che faccio e lavoro per obiettivi, non mi piace lasciare le cose a metà, se sono come dico io allora metto la parola fine altrimenti continuo a lavorarci vigorosamente tutti i giorni. Se questo è essere forti allora lo sono, la sensibilità e la fragilità vanno di pari passo con questo lavoro, non puoi concepire una qualsiasi opera se non la vivi a pieno con tutte le sue contraddizioni.

Che differenza c’è tra Alessia e Crista? Mi spiego meglio: può capitare durante la stesura delle liriche che il tuo lato artistico prenda il sopravvento sulla tua vera essenza, oppure ti rispecchi completamente in tutto ciò che scrivi?

Crista e in Alessia e Alessia è in Crista. Non mi rispecchio in tutto ciò che ho scritto, spesso parlo di racconti di persone che incontro durante il tour o personaggi che nascono dalla mia immaginazione. Mi nutro delle emozioni che vivo incontrando le persone, senza volerlo le osservo, le studio, mi faccio un’idea della loro vita e poi le incido a penna in un foglio di carta. Tutto e niente è autobiografico, il contenitore è metafisico, convivono le galline del mio pollaio assieme a incredibili draghi volanti sputafuoco.

A proposito di questo, c’è un brano di tutta la tua discografia che rappresenta al meglio il tuo modo di essere?

Decisamente “Cavallo pazzo” e anche “Vivo come mi pare”. C’é in questi brani il tratto Rock che mi rappresenta e mi da la voglia e l’ energia di caricare la macchina e partire per il tour.

Se paragoniamo questo album al tuo primo long play, “Femmina”, quali sono le differenze sostanziali che ti vengono in mente in maniera istintiva?

“Non mi piaci” è un album scritto di getto, senza tanti fronzoli e con un arrangiamento più minimale. “Femmina” ha avuto decisamente un percorso più lungo. Forse posso azzardarmi a dire che l’ ultimo ha una scrittura piú matura e consapevole, vedo e sento un’evoluzione sia nei testi che nella musica. Come sempre è quando ti esibisci che capisci veramente quello che hai scritto.

Che poi, in realtà, la tua carriera musicale ha radici più profonde: nel 2014 hai infatti pubblicato il tuo primo EP dalle sonorità più sperimentali, che però non è presente sulle piattaforme streaming. A cosa è dovuta questa scelta?

Perchè è un album anarchico, libero dagli schemi e tale rimarrà. È un disco autoprodotto in 3 giorni che mi ha fatto macinare tantissimi concerti in giro per la penisola. Le cose preziose e personali non si regalano al primo che passa.

Abbiamo notato, con piacere, la moltitudine di date live che andrai ad affrontare tra autunno ed inverno. Prima di salutarci ti chiedo: cosa si deve aspettare lo spettatore dall’esibizione dal vivo di Crista?

La voglia di far vivere le nuove canzoni assieme alla gente,come dicevo è il palco il luogo in cui capisco il mio lavoro. Sicuramente tanta energia e simpatia con furore dalla Romagna.

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