
Nella serata di giovedì 16 Luglio siamo stati ospiti, grazie ad About e Mynina Spettacoli, del Lake Sound Park di Cernobbio, uno dei Festival più suggestivi del nord Italia. Immerso nell’ex galappatoio della celebre Villa Erba, negli ultimi anni questo spazio ha ospitato diversi artisti di caratura nazionale ed internazionale, diventando così un punto di riferimento per l’intrattenimento estivo su Como e provincia.
In questa data, già sold out da tempo, l’ospite era Coez, attualmente in tour per presentare il suo “From The Rooftop”: una rivisitazione dei suoi brani più celebri in chiave intima, oltre ad alcuni pezzi stesi appositamente per seguire la medesima idea melodica e strutturale contenuti nell’omonima raccolta che, da 10 anni, l’artista romano continua ad aggiornare.

Entriamo nello spazio adibito al concerto intorno alle 19 per godere dello street food e dei mercatini all’interno, oltre che del merch ufficiale: l’afa è persistente, ma gli alberi e le nuvole ci permettono di non soffrire esageratamente. Le 21.30 arrivano veloci, con Coez e la sua band che si materializzano in perfetto orario: si parte subito con “Faccio un Casino”, ed i posti a sedere diventano immediatamente degli accessori per i più pigri, con il pubblico quasi totalmente in piedi. Segue l’incantevole “Niente da nascondere”, la mia preferita del recente “From The Rooftop”, seguita da “Blatte”; Silvano prende fiato e saluta il pubblico, per poi partire con “Ci vuole una laurea”, colonna sonora della serie Netflix “Due Spicci”.

Il live, coinvolgente, prosegue con “Il Tempo Vola”, “Qualcosa di grande”, “La Tua Canzone” e “Come Nelle Canzoni”, con quest’ultina che, pur essendo un pezzo del 2021 non tra i più conosciuti del suo repertorio, riceve enormi consensi. Si prosegue con “Quelli come me”, “Cielo di sabbia”, “Non dire no” e “Mal di gola”, fino all’omaggio all’amico Calcutta in “Cosa mi manchi a fare”. In rapida successione arriva poi il momento di “Domenica” e della cantatissima “E Yo Mamma”, prima che sul palco salga l’unica e graditissima ospite di questo live, California, per duettare in “Parla Piano / You Are My Lady”, tra gli applausi convinti degli spettatori.

Il concerto continua con un altro pezzo in featuring, ma questa volta senza la controparte: è il momento di “Terra Bruciata”, con Coez che canta anche la parte dell’amico e collega Frah Quintale; seguono “Ali sporche”, “Mal di te”, e la storica “Siamo morti insieme”, uno dei pezzi che hanno preceduto l’esplosione mainstream di Coez. “Le luci della città” anticipa i suoi cavalli di battaglia, che chiudono degnamente uno spettacolo che ha sfondato l’ora e mezza complessiva: arrivano, in ordine, “È sempre bello”, “Le parole più grandi” e “La musica non c’è”, prima della sorpresa (già spoilerata sui social) riguardante “Il mio canto libero”, interpretata con trasporto da Silvano il quale, nelle note conclusive, ne approfitta per presentare e ringraziare la sua band, da Gaspare a quel matto di Orange (molto più contenuto, quasi mistico, in questa versione più intima del live).

Approfittiamo dello street food ancora operativo per smaltire le birre con un panino e ci accingiamo verso l’uscita, nonostante il Dj Set di Taz nell’area Aperol sembra promettere bene: la giornata è stata lunga, calda ed impegnativa. Il deflusso è regolare, con ancora la voce di Coez che ci rimbomba nelle orecchie: dal rooftop al palco, l’emozione è stata enorme.